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Business online senza competenze? La grande illusione che continua a ingannare i sognatori

Dal selfpublishing selvaggio ai guru del nulla: il business online senza competenze è una trappola

Carlo D'Angiò · 18 Feb 2025 · 7 min di lettura

Sai cosa noto? Noto che il mondo dell’online marketing somiglia sempre più a un post-bombardamento. Dopo l’invasione barbarica dei dubaini, quello che resta è una distesa lunare di idee spente e di sedicenti esperti che vagano come sopravvissuti senza bussola, privi del benché minimo senso del valore educativo.

I dubaini hanno fatto con il marketing digitale quello che Attila fece con i campi coltivati: dove passavano loro, non cresceva più nulla. Hanno spolpato il mercato come piranha in un acquario, lasciando solo carcasse e illusioni infrante. E come l’intelligenza artificiale, hanno ingrandito ciò che già c’era – i talenti veri, quelli autentici – senza però creare nulla per chi il talento non ce l’aveva o, peggio ancora, avrebbe potuto scoprirlo se solo qualcuno gliene avesse dato la possibilità. Ma il concetto di valore era fuori programma: troppo impegnativo, troppo scomodo, troppo poco scalabile.

Il paradosso dell’autore fantasma

Scrivi, pubblichi, lanci… e nessuno ti vede. Ecco perché il tuo pubblico ti ignora e come smettere di essere un’entità incorporea del web.

La grande illusione del guadagno facile

Analfabeti erano prima, analfabeti sono rimasti. Solo che ora sono anche più poveri. Dopo aver dilapidato decine di migliaia di euro – e in certi casi molto di più – nel culto del guadagno facile e automatico, si ritrovano con il portafoglio svuotato e le stesse competenze di prima: zero.

Avevano tutti gli indizi sotto il naso, ma si sono infilati da soli nella bocca del lupo. E come per i vaccini, c’era chi cercava di avvisarli, chi tentava di spiegare che dietro la promessa di “ricchezza senza sforzo” si nascondeva il più classico dei paradossi: la vera ricchezza è di chi vende il sogno, non di chi lo compra.

Ma niente da fare. Hanno scelto la strada più affollata, quella dei molti, quella che, nella storia dell’umanità, porta quasi sempre a un’unica destinazione: il baratro.

Il potere della riprova sociale (nel bene e nel male)

Perché succede questo? Perché la riprova sociale è una bestia implacabile: funziona nel bene, ma soprattutto nel male. Se tutti si buttano dal ponte, ci sarà sempre qualcuno che penserà: magari c’è un materasso sotto, proviamo.

Così, quando i guru dubaini hanno iniziato a spacciare il selfpublishing selvaggio come la nuova miniera d’oro, la folla ha risposto in coro: E se funzionasse?

Ma il problema è più profondo. Non è solo questione di effetto gregge, è un fenomeno umano vecchio come il mondo. La storia è sempre la stessa: il pifferaio magico suona, e i topi lo seguono. Non importa se c’è chi – tipo me – si sgola da anni a spiegare che, prima di pensare a vendere libri scritti da altri, bisognerebbe sviluppare competenze spendibili e poi condividerle con un blog, giorno dopo giorno, per il resto della vita. Troppo complicato. Troppo lungo.

L’old brain e il miraggio della scorciatoia

Qui entra in scena l’old brain, quella parte primitiva della nostra testa che non è mai uscita veramente dalla savana. È lui a decidere per noi, ignorando la logica e scegliendo la strada più facile, quella che promette risultati immediati, senza fatica, senza attese.

E così, mentre qualcuno investe anni per costruire qualcosa di solido, altri inseguono l’ennesimo miraggio, sperando che questa volta sia quello giusto.

Perché il blog non fa per tutti

Il blog, poveretto, è un brutto cliente. Chiede impegno, costanza, idee. Ti costringe a metterti alla prova, a costruire qualcosa di tuo, a dimostrare che hai davvero qualcosa da dire al mondo. E se non ce l’hai? Se dentro di te regna il deserto, punteggiato qua e là da qualche cespuglio che rotola? Nessun problema. C’è sempre una via di fuga.

Il selfpublishing dei dubaini

E qui arriviamo al self publishing dei dubaini, l’industria del libro usa e getta, del “fai i soldi senza scrivere” e del “basta trovare una nicchia redditizia”. Una trovata geniale: vendere il sogno di diventare autori senza passare dall’umiliante fatica di scrivere.

Questo modello, portato in Italia dal dubaino più dubaino di tutti, e poi adottato da una schiera di epigoni, è un fenomeno che continua a esistere, nonostante ogni prova contraria.

Ma non è l’unica esca in circolazione. No, perché il mare è grande e la pesca è varia. Non tutti i pesci abboccano all’amo della canna da pesca. Alcuni finiscono nel bilancino, altri vengono arpionati con il fucile subacqueo, altri ancora inghiottiti dalle reti dei pescherecci. E poi ci sono quelli che saltano per aria con la dinamite.

La competenza come unica strada per il successo

No, non è qualunquismo, né una sparata superficiale. È l’ennesimo, ostinato tentativo di svegliare i dormienti prima che vadano a sbattere contro il muro. Perché il punto non è fare il guastafeste o il profeta di sventure, ma ribadire una verità tanto semplice quanto ignorata: la competenza si costruisce, si coltiva, si consolida.

La competenza è come la luce di una lanterna: chi la possiede illumina il proprio cammino, ed è riconoscibile a distanza. Non importa quanto sia fitto il buio attorno, quella luce non si spegne.

Ma senza quella luce? Sei il nulla.

Il business online senza competenze: una chimera

Se non hai un valore reale da offrire, il business online non lo farai mai.

Puoi anche crederci, puoi farti convincere da chi ti racconta che basta seguire un sistema, premere due pulsanti e incassare soldi mentre dormi. Ma la realtà è un’altra: senza una competenza vera, senza un’esperienza solida, senza qualcosa che aiuti davvero gli altri, il business online è una chimera.

Eppure, il business dei venditori di sogni prospera proprio su chi preferisce illudersi di poter saltare tutto questo e arrivare direttamente alla cassa.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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