Si profila una catastrofe alimentare. Tutti lo sanno, ma nessuno fa niente. Forse è quello che vogliono. Ma noi dobbiamo organizzarci.
Come ho spiegato in questo articolo, i prezzi del supermercato aumenteranno ancora una volta nei prossimi giorni; anche quelli della carne, nonostante la carne dei supermercati sia sempre più dozzinale, scadente e poco gustosa.
Il prezzo del pellet è raddoppiato. E raggiungerà cifre incredibili nel prossimo autunno/inverno. Il legno per l’edilizia sta per triplicare rispetto a due anni fa. Quello del carburante, non ne parliamo proprio. Aumenteranno ancora gas ed elettricità.

E a proposito di supermercato, l’altro giorno ho assistito a una scena di questo tipo. Un cliente si avvicina a un commesso nel reparto frutta per farsi aiutare con la bilancia. Temeva di averla usata male, perché per la sua anguria quella bilancia aveva stampato un prezzo di 12 €. Purtroppo, però, non l’aveva usata male. Era proprio quello il prezzo dell’anguria. Così, borbottando (giustamente) l’ha tirata fuori dalla busta e l’ha rimessa nel cesto dov’era alloggiata.
Ecco quello che sta succedendo in Italia e nel mondo. A seconda di dove vivi, comincerai a vedere un aumento incredibile dei prezzi di ogni merce.
Webinar: L’architettura della fiducia
Monetizzare la musica AI
La voce in Suno
Come usare Suno
Torna a fare la tua musica
Grok AI
Moneyball Infomarketing
Avatar da sei cifre
Siti Web per Consulenti
Autorità semantica
Il costo degli input agricoli come diesel e fertilizzanti sta salendo alle stelle a causa della carenza – causata da una combinazione di eventi intenzionali e casuali – e tali costi si rifletteranno nei prezzi dei generi alimentari al consumo in autunno e nel prossimo anno.
Sarà una catastrofe alimentare. E purtroppo non sarà l’ultima cosa che vedrai, perché seguiranno vere e proprie carenze sia di cibo che di altri prodotti per la casa.
Quanto è reale
Nel maggio scorso, un certo numero di esperti ha iniziato a parlare dell’inevitabilità di un’imminente carenza di cibo.
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha annunciato una grave carenza di cibo globale.

Lo stesso ha fatto The Economist, parlando di una fame di massa che sta per arrivare con la prossima catastrofe alimentare.

Lo stesso Biden, a marzo, ha detto che “sarà reale” la carenza di cibo legata alla guerra.
Quanto è grave
Io non so dire quanto sarà grave nel mondo o qui in Italia o a Gubbio o a Mondragone. Ma sono abbastanza sicuro che non starò a guardare quello che succede, senza cercare di organizzarmi, come già sto facendo, nei limiti delle mie possibilità e capacità, perché ci sarà carenza di cibo, indipendentemente dal luogo in cui vivi.
Questa è la tempesta perfetta. Ci sono tutti i fattori di natura globale che messi insieme possono causare effetti a catena di vasta portata.
Oltretutto, se un poco abbiamo imparato a capire la logica sottesa alle strategie dell’imperialismo tecnocratico di Davos, la mancanza di cibo, acqua, gas, e il disordine globale che ne consegue, serviranno a mettere in ginocchio i popoli anche emotivamente e ad accettare, senza troppe polemiche, il nuovo impianto economico e sociale, che darà il via al grande reset (annunciato).
In un editoriale del New York Times del 7 giugno 2022, David Wallace-Wells scrive:
La crisi dei prezzi di quest’anno potrebbe essere seguita da una vera e propria crisi dell’offerta, in cui il cibo è fuori portata per molti milioni di persone non solo per via del prezzo, ma anche per via delle condizioni strutturali in corso (tra cui la mancata semina del raccolto del prossimo anno in Ucraina e l’impennata dei prezzi di fertilizzante, che può essere un terzo o più del costo annuale totale degli agricoltori), e il mondo potrebbe sperimentare l’impensabile: una vera carenza di cibo.

Abbiamo veramente compreso quello che sta succedendo?
Ho già scritto più volte sull’argomento, cercando di sollecitare le persone a organizzarsi, a prepararsi, a farsi trovare pronti. Ma non vedo molta apprensione al riguardo. Ho come la sensazione che ciascuno continui a vivere la routine di sempre, senza smuovere il culo di un centimetro da quella fottutissima gabbia del criceto.
Eppure, questa volta sarà diverso. Sarà globale. Riguarderà tutti, complottisti e collaborazionisti. E l’insegnante che a fine mese durante la pandemia portava comunque a casa lo stipendio, tenendosi alla larga dalle questioni “compromettenti”, in questa crisi non avrà privilegi. Il cibo mancherà anche per lui o lei. E spendere 10/15 euro per un sacco di pellet, ammesso che ci sia, peserà tantissimo sul budget familiare.
Del resto, se il costo della vita per un insegnante era già insostenibile prima della pandemia, con questa crisi converrà addirittura smettere di lavorare, per non produrre costi.
Il paradosso dei costi del lavoro
Pochi comprendono che anche per produrre un piccolo reddito da impiegato devi sostenere dei costi. Sono i costi di produzione del reddito. Quei costi saranno insostenibili, perché lo stipendio resterà invariato.
Sembra un paradosso, ma per andare al lavoro devi vestirti, lavarti, curare i capelli, viaggiare, pagare ticket e biglietti, consumare qualche caffè o bevanda; e se hai figli piccoli, devi organizzare la famiglia, la tata, i costi del nido, della ludoteca e altre cose del genere. Fino a quando le entrate coprono le uscite con un avanzo utile, anche piccolo, va bene tutto. Ma quando i costi superano le entrate, ti accorgerai presto che sarà più conveniente smettere di produrre quel tipo di reddito.
Rimanere fermi sarà più vantaggioso.
Ed è per questo che dovresti introdurre nella tua vita nuovi tipi di reddito, specialmente quelli che non hanno bisogno di costi per essere prodotti.
Torneremo a parlare di questa crisi. Ho intenzione di scrivere un tutorial, il più completo possibile, su quello che secondo me, nei limiti delle nostre possibilità, dobbiamo fare al più presto per ridurre l’impatto con la mancanza globale di cibo e con l’aumento spropositato di prezzi che ci sta travolgendo. Attenzione, ho detto “ridurre”, non eliminare. Perché l’impatto ci sarà. E molti non ne usciranno bene.
Pensare negativo… per salvarti
Nel frattempo, però, regalati un momento di consapevolezza. Smettila di proiettare nel futuro di qualcun altro quello che sta succedendo, e comincia a immaginare te stesso nella condizione di crisi che si sta per imporre alla gran parte dei paesi del mondo.
Siamo stati abituati a pensare in positivo. Per i tempi di pace, è giusto pensare positivo. Per i tempi di guerra è pericoloso pensare positivo. Serve pensare in negativo per dare alla nostra mente la possibilità di pre-vivere una situazione difficile, percorrerla in astratto.
Il tempo ci aiuta a trovare le soluzioni. Ma le soluzioni emergono solo quando vedi il problema. Se lo sposti nel futuro o nella vita di altri, non dai alla tua mente le informazioni di cui ha bisogno per attivare quella creatività della sopravvivenza che presto ti servirà come il pane.
Pensa negativo per allenarti alla crisi, per vedere lo scenario, e per capire come potrai o saprai muoverti in quel contesto. I tempi sono stringenti. I fatti si susseguono. I piani di Davos sono davanti ai nostri occhi. Ogni singolo elemento va nella direzione che ci è stata addirittura anticipata, svelata, preannunciata.
Qualcosa si può fare. C’è un piano che potremmo implementare. Magari, una di queste sere, potremmo persino pensare a una live nel mio gruppo per discutere il da farsi punto per punto.
Se ci sarai e ti fa piacere parlarne in una live, fammelo sapere nei commenti. E iscriviti al gruppo, se non l’hai già fatto.


Grazie Carlo, per l’impegno che metti e far sì che la gente diventi consapevole e provvedere al meglio possibile.
Ach’io scelgo di fare la formica fino al pomeriggio, e se rimane del tempo faccio la cicala. Accetta la battuta.
Caro saluto.
Maria Bignami
Sopravvivremo solo per un breve periodo di tempo.
Avere denaro servirà solo ad assicurarsi le ore di energia elettrica che concedereanno.
Se non c’è cibo sugli scaffali dei negozi fai ben poco con i soldi.
Sopravvivere è solo una soluzione temporanea.
Importante, inevitabile, ma comunque temporanea.
Ci vediamo alla live, ricorda di mettere un avviso anche sul gruppo Telegram, dobbiamo esserci tutti.
Buona vita Carlo
Ciao Carlo analisi molto lucida e precisa.
Attendiamo sapere di più, soprattutto aspettiamo alla luce della situazione quali sono le reali possibilità se ci sono di prepararsi in tempo, visto che non ne abbiamo tanto. Aspettiamo di avere anche delle diritte preziose per poterci salvare.Facci sapere della live. Un caro Saluto