Controinformazione

Class action contro Facebook. Le metriche sono falsate. Più di 2 milioni di querelanti

Carlo D'Angiò · 4 Mag 2022 · 7 min di lettura

Questo articolo è diviso in due parti. Una prima parte con informazioni che tutti possono leggere, perché sono di dominio pubblico. 

La seconda parte è riservata ai membri della mia Video School. Non sono informazioni di dominio pubblico, perché apprese in call riservate tra imprenditori e dirigenti di aziende che stanno organizzando modelli di attività che sono a dir poco scioccanti.

Cominciamo con la prima parte.

In tutti questi anni, Facebook ha ingannato gli inserzionisti

È questa la denuncia formalizzata nel 2018, quando DZ Reserve (che ha speso più di $ 1 milione in pubblicità) e altri inserzionisti hanno accusato Facebook di gonfiare le metriche, aumentando il numero di potenziali spettatori fino al 400% oltre la realtà e addebitando costi artificialmente alti per posizionare gli annunci.

Fonte: Facebook Small Advertisers win Class-Action Status in fraud suit

Ma oggi questa accusa finisce davanti al giudice distrettuale statunitense James Donato di San Francisco che autorizza una class action.

Oltre 2 milioni di querelanti

Brutta storia per Facebook. Significa che il pubblico dei querelanti, ora, viene ampliato fino a superare i 2 milioni di piccoli inserzionisti.

Va da sé che il gigante che normalmente spaventa il piccolo inserzionista, bloccando le sue smanie di giustizia sul nascere, ora deve fare bene i suoi calcoli, perché oltre 2 milioni di individui che agiscono in un’azione collettiva danno vita a qualcosa di mostruoso che “potrebbe” letteralmente distruggere il colosso mistificatore delle metriche.

Secondo gli inserzionisti, i dirigenti di Facebook, incluso il direttore operativo Sheryl Sandberg, sapevano da anni che la metrica della “copertura potenziale” era gonfiata da account duplicati e falsi, ma non hanno fatto nulla al riguardo, né hanno preso provvedimenti per coprirla.

“Per anni Facebook si è confrontata ripetutamente con la scelta tra dire la verità ai clienti o preservare le proprie entrate: ad ogni passo, Facebook ha scelto le proprie entrate”, hanno affermato in una dichiarazione in tribunale gli avvocati degli acquirenti di annunci. 

Hanno chiesto a Meta di rilasciare una dichiarazione a commento di questa decisione del giudice. Non l’ha ancora fatto.

E ora passiamo alla seconda parte. Cerchiamo di capire cosa sta succedendo a livello di account pubblicitari e inserzioni. 

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Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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1 commento

  1. Rosanna

    Chi ha investito denaro in pubblicità su FB farebbe bene ad unirsi alla class action e farsi risarcire.

    Mollare questo squalo in massa sarebbe la cosa migliore da fare quanto meno per la soddisfazione di vederlo crollare rovinosamente su se stesso.

    Io personalmente faccio molta fatica a connettermi, anche se mi rendo conto che è un ottimo lago di pesca per possibili contatti.

    Comunque se si faceva marketing prima di F B di può farlo anche durante e dopo con un aiuto esperto.

    Anzi, credo che sia pure meglio, e credo anche che si ottengano contatti più selezionati e interessati con campagne alla vecchia maniera.

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