Questo articolo è diviso in due parti. Una prima parte con informazioni che tutti possono leggere, perché sono di dominio pubblico.
La seconda parte è riservata ai membri della mia Video School. Non sono informazioni di dominio pubblico, perché apprese in call riservate tra imprenditori e dirigenti di aziende che stanno organizzando modelli di attività che sono a dir poco scioccanti.
Cominciamo con la prima parte.
In tutti questi anni, Facebook ha ingannato gli inserzionisti
È questa la denuncia formalizzata nel 2018, quando DZ Reserve (che ha speso più di $ 1 milione in pubblicità) e altri inserzionisti hanno accusato Facebook di gonfiare le metriche, aumentando il numero di potenziali spettatori fino al 400% oltre la realtà e addebitando costi artificialmente alti per posizionare gli annunci.
Fonte: Facebook Small Advertisers win Class-Action Status in fraud suit
Ma oggi questa accusa finisce davanti al giudice distrettuale statunitense James Donato di San Francisco che autorizza una class action.
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Oltre 2 milioni di querelanti
Brutta storia per Facebook. Significa che il pubblico dei querelanti, ora, viene ampliato fino a superare i 2 milioni di piccoli inserzionisti.
Va da sé che il gigante che normalmente spaventa il piccolo inserzionista, bloccando le sue smanie di giustizia sul nascere, ora deve fare bene i suoi calcoli, perché oltre 2 milioni di individui che agiscono in un’azione collettiva danno vita a qualcosa di mostruoso che “potrebbe” letteralmente distruggere il colosso mistificatore delle metriche.
Secondo gli inserzionisti, i dirigenti di Facebook, incluso il direttore operativo Sheryl Sandberg, sapevano da anni che la metrica della “copertura potenziale” era gonfiata da account duplicati e falsi, ma non hanno fatto nulla al riguardo, né hanno preso provvedimenti per coprirla.

“Per anni Facebook si è confrontata ripetutamente con la scelta tra dire la verità ai clienti o preservare le proprie entrate: ad ogni passo, Facebook ha scelto le proprie entrate”, hanno affermato in una dichiarazione in tribunale gli avvocati degli acquirenti di annunci.
Hanno chiesto a Meta di rilasciare una dichiarazione a commento di questa decisione del giudice. Non l’ha ancora fatto.
E ora passiamo alla seconda parte. Cerchiamo di capire cosa sta succedendo a livello di account pubblicitari e inserzioni.
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Chi ha investito denaro in pubblicità su FB farebbe bene ad unirsi alla class action e farsi risarcire.
Mollare questo squalo in massa sarebbe la cosa migliore da fare quanto meno per la soddisfazione di vederlo crollare rovinosamente su se stesso.
Io personalmente faccio molta fatica a connettermi, anche se mi rendo conto che è un ottimo lago di pesca per possibili contatti.
Comunque se si faceva marketing prima di F B di può farlo anche durante e dopo con un aiuto esperto.
Anzi, credo che sia pure meglio, e credo anche che si ottengano contatti più selezionati e interessati con campagne alla vecchia maniera.