Pippe. Zaganelle. E pugnette mentali a non finire. È questo lo scenario che inesorabile si prospetta sul tema dell’AI applicata ai contenuti di libri e blog. Ho sentito una tale quantità di scemenze che la metà basta.
Siamo in una fase storica incredibilmente problematica. Dobbiamo stare in allerta e avere sempre le antenne (e la schiena) dritte per captare le avvisaglie e fare di tutto per metterci in salvo. In altri moduli di questo sito parliamo anche di preparazione alle emergenze… che non sono argomenti di fantascienza, purtroppo, ma di attualità.
Detto questo, però, cerchiamo di stare sul pezzo e di prenderci quello che arriva nel modo migliore possibile.
AI, tra preoccupazioni e opportunità
Siamo oltre la soglia del cambiamento. L’intelligenza artificiale è in una fase molto avanzata. E proprio perché teniamo le antenne dritte, siamo anche preoccupati per il futuro del mondo. Ma ciò non toglie che in questo momento, per molti di noi, si aprono opportunità strabilianti di crescita.
Gli aspiranti blogger, quelli che sognano una vita più libera – dove le giornate passano tranquille sul lago o in montagna o al mare, postando contenuti che la gente compra – ma non riescono a svilupparla per tutte le solite ragioni ostative (manca il tempo, la voglia, l’ispirazione, il coraggio ecc.) che da sempre si frappongono al traguardo di questo piccolo sogno, come quello di bloggare per vivere (a proposito, a fine marzo esce il mio nuovo corso sul tema, fighissimo), mai come oggi possono fare un salto quantico nel mondo dell’infobusiness.
I self publisher che hanno creduto alla possibilità di potersi arricchire e cambiare vita senza però avere un briciolo di competenza, e per questo bruscamente ridestati dalla realtà, hanno una nuova chance. Possono creare contenuti di qualità, senza passare per i Virtual Assistant o per le famose compagnie di scrittura che altro non fanno che sfruttare il lavoro di gente che vive nei paesi poveri.
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È chiaro che lo standard di un lavoro fatto bene necessita di un po’ di farina buona del tuo sacco. Significa acquisire delle competenze. Almeno quelle imprenditoriali.
Insomma, siamo in un punto dove il tempismo è tutto. Il treno sfreccia veloce, ma c’è un attimo in cui puoi afferrarlo, e salire a bordo.
Questa è l’era dell’AI. Puoi metterla a frutto per te, per la tua crescita, per la tua entratura nel mondo dell’infobusiness, per farti conoscere e avere una tua community.
Oppure, puoi rimanere fermo a menartelo sui falsi problemi di copyright che tanto piacciono alle persone che sempre hanno bisogno di una buona ragione per rimandare la decisione di cominciare.
Nel tutorial che segue, riservatissimo alla mia community, oltre che dipanare l’insulsa questione del copyright dei contenuti prodotti dall’AI (mi odierai, lo so, perché non avrai più scuse per non fare niente), ti dico esattamente come creare libri illustrati per bambini, usando l’AI con perizia.

Oggi facciamo questo. Ma sto pensando di creare un modulo dedicato proprio all’AI e ai tanti modi di usarla per accrescere il tuo business. Forse, facciamo anche un webinar.
E ora, se sei iscritto, fai il login. E mettiamoci al lavoro. Il tempo delle zaganelle è finito.
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