Pensieri personali

Esitazione vaccinale, Carnegie Mellon University: la percentuale più alta riguarda gente molto istruita

Carlo D'Angiò · 10 Gen 2022 · 7 min di lettura

Un paio di giorni fa, sull’imparzialissimo quotidiano repubblica.it, a firma di tale Michele Bocci, appare un titolo di quelli che non puoi fare a meno di leggere: “L’identikit del No Vax: licenza di scuola media, disoccupato e con disagio abitativo”.

Secondo l’autore dell’articolo, a queste conclusioni sarebbe giunto il Dipartimento di epidemiolgia del Lazio con una ricerca mirata sull’argomento. Uso il condizionale, perché non conosco la ricerca, né l’autore indica un link per consultarla.

Fra un attimo vedremo che forse è vero tutto il contrario, e cioè che le esitazioni vaccinali sono per lo più vive e resistenti nelle persone più istruite. Altro che scuola media e disoccupati.

Naturalmente, la sensazione che questa notizia di repubblica sia solo l’ennesimo dardo nella faretra dei bulli è molto forte. La puzza si sente da lontano. Si vuole schiacciare chi sceglie di non vaccinarsi, e di conseguenza aumentare il conflitto sociale. E si sceglie anche questa volta l’arma manipolativa più usata in questo periodo storico: la riprova sociale. Si cerca, cioè, di convincere mediante un trucco da imbonitori (che funziona magnificamente) che spinge a considerare più adeguata un’azione quando la compiono anche altri.

Questo ci porta dritti all’ignoranza collettiva che ti suggerisco di leggere.

La ricerca della Carnegie Mellon University sull’esitazione vaccinale

Veniamo alla vera notizia. Secondo una ricerca della Carnegie Mellon University, pubblicata su MedRXiv dal titolo “Tendenze temporali e fattori relativi all’esitazione del vaccino COVID-19 da gennaio a maggio 2021 tra gli adulti statunitensi: risultati di un’indagine nazionale su larga scala” (Titolo originale: Time trends and factors related to COVID-19 vaccine hesitancy from January-May 2021 among US adults: Findings from a large-scale national survey), quelli che vengono tout court denominati no-vax non sono persone scarsamente istruite. Al contrario, mostrano livelli di istruzione molto elevata.

Si tratta di una ricerca dettagliata e complessa che tiene conto di numerose variabili. Ma la tabella 1, nella parte in cui mostra i dati del livello di istruzione, è molto chiara e inequivocabile: la percentuale più alta di “esitazione a vaccinarsi” (vaccine hesitancy) è tra chi ha un dottorato (PHD).

Cos’è il PHD e come contestualizzarlo in Italia 

Nei paesi anglofoni è denominato Doctor of Philosophy, dal latino Philosophiæ Doctor (abbreviato come Ph.D. o PhD; oppure DPhil) ed è il più alto titolo accademico di terzo ciclo. In molti paesi anglosassoni la candidatura a un PhD richiede almeno un Honours degree o un Master’s Degree, oppure, più opportunamente, un Master of Research o un Master of Philosophy.

L’una non esclude l’altra

Non conosco la ricerca del Dipartimento di epidemiolgia del Lazio. Il giornalista avrà dimenticato di inserire il collegamento, come facciamo noi abitualmente. 

Tuttavia, non mi sorprenderebbe più di tanto. Non solo perché siamo stati abituati a leggere le più autentiche scemenze in questo periodo di scandalose manipolazioni mediatiche. Basta ricordare quella della pizza margherita e degli attacchi di cuore per capire il livello. Ma anche perché non è inverosimile che su una determinata popolazione del Lazio, con criteri che purtroppo – ripeto – non conosciamo, sia emerso l’identikit del titolo di repubblica. 

Il Lazio rappresenta il mondo? No. 

I no-vax sono ignoranti e poveri per antonomasia? No. È vero esattamente il contrario. Lo si evince dai fatti, prima ancora che dalle ricerche. 

Il potere del ciarlatano

Voglio concludere con un brano estratto da “Il potere del ciarlatano” di Grete De Francesco.

Andò a tutto vantaggio dei ciarlatani se, con la volgarizzazione della scienza, a partire dal Rinascimento gli individui predisposti alla credulità si moltiplicarono.

I gruppi dei loro adepti infatti aumentarono massicciamente, garantendo loro un successo sempre più grande. Nell’era moderna, con l’aumentare delle conoscenze e con la loro diffusione tramite la stampa, le masse dei semi-istruiti, delle credule prede degli imbroglioni, divennero una vera maggioranza.

Il vero potere cominciò a fondarsi sui desideri di questa maggioranza, sulle sue opinioni, sulle sue preferenze e sui suoi rifiuti.

Con la disseminazione della conoscenza, si estese il dominio del ciarlatano che, operando in base alla scienza – per quanto la pervertisse producendo oro con le tecniche rubate alla chimica e miracolosi balsami con apparecchi rubati alla medicina – non avrebbe potuto esercitare alcun richiamo su un pubblico totalmente ignorante.

Gli analfabeti si salvavano dalle sue assurdità grazie al loro sano buon senso.

Il suo uditorio per eccellenza era rappresentato dai semi-analfabetizzati,  da quelli che avevano scambiato il buon senso tradizionale con poche informazioni distorte, quelli che a un certo momento della loro vita avevano incrociato la scienza e l’istruzione, seppure per poco e con scarso successo.

Non c’è bisogno di aggiungere che il profilo tracciato nel 1939 da Grete De Francesco abbia delle forti corrispondenze con lo stato dell’arte in Italia oggi.

Gli italiani sono notoriamente tra i più ignoranti d’Europa. Lo dicono impietosamente molte classifiche. Qui da noi l’analfabetismo funzionale è di casa e colpisce il 70% della popolazione. Significa che 7 italiani su 10 (inclusi i laureati) hanno problemi di istruzione, ma anche di intelligenza e pensiero critico.

La maggioranza è formata da semi-istruiti, quelli che credono nei medici e nella scienza per la forma, non per la sostanza, per il dogma, non per il metodo, per omologazione sociale, non perché persuasi da fatti incontestabili. Si fidano perché non hanno il potere di intuire quando non farlo, e per questo subiscono le manipolazioni del “ciarlatano” molto più facilmente di un analfabeta che pur con le sue difficoltà stilistiche e comunicative, conserva l’istinto ancestrale del buon senso.

Fuori da questa zona – che in Italia è molto vasta – ci sono gli istruiti, i pensatori, i critici, gli intellettuali. Sulla pagina del Great Barrington Declaration ne troviamo più 900 mila. E non mi sembrano corrispondere all’identikit di repubblica.

È tutto sbagliato

Un uccello nato in gabbia crede che volare sia una malattia

All’inizio, avevo solo bisogno di parlarne, di confrontarmi con i miei amici e lettori. Poi, però, mi sono accorto che il mio pensiero era ampiamente condiviso da persone che neanche conoscevo. Ho ricevuto migliaia di contatti e messaggi privati che mi ringraziavano per quello che stavo facendo, per i ragionamenti che proponevo, per le informazioni che offrivo. Ho visto medici che ripostavano i miei articoli, gruppi di discussione che mi taggavano, giornalisti non allineati che volevano conoscermi. Tutti impegnati come me in questa assurda battaglia di verità e buon senso che non sembra avere fine.

L’idea di questo pamphlet è nata dall’esigenza di raccogliere i migliori contenuti a tema sul mio profilo per metterli in bella copia e lasciare qualche traccia per i posteri.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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2 Commenti

  1. Rosanna

    Io credo che molto dipenda dalla personalità dell’individuo… se sia o no nella sua indole ragionare, ponderare, considerare.

    C’è anche da tener presente un aspetto dell’essere umano che spesso è trascurato, ma che viene in aiuto quando mancano le basi per prendere una decisione sopratutto di questi tempi in cui le “informazioni” potrebbero far precipitare nella confusione, chi non è adeguatamente istruito : il “sesto senso”.

    Ma quello che gravemente manca in realtà è l’amore per se stessi, il concetto e il senso innato di libertà, e la consapevolezza di “essere ” umani.

    Buona vita Carlo.

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  2. Jenny

    La storia insegna che la maggioranza, la “massa” non ha mai o quasi mai ragione….E chi manipola le informazioni lo fa furbescamente grazie alla riprova sociale della maggioranza, come hai scritto giustamente tu, e lo fa attraverso la psicosi, la paura, trasformando una massa di analfabeti funzionali in esseri privi di controllo, della capacità di ragionare e pronti a fare del male ai loro simili che non si “conformano”…

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