Da diversi giorni, oramai, l’eco del fenomeno Vannacci risuona con insistenza nel panorama mediatico. Mi sto riferendo, ovviamente, al suo acclamato libro “Il mondo al contrario”, un’opera che, devo ammettere, non ho ancora avuto il piacere di leggere. Pertanto, non mi sento in grado di esprimere un giudizio sul contenuto dell’opera. Tuttavia, non ho potuto fare a meno di notare l’effervescenza delle reazioni e delle polemiche che questo libro ha suscitato nel vasto mondo del web e dei media. Un vortice di discussioni, dibattiti e, inevitabilmente, una cascata di pubblicità organica che ha amplificato ulteriormente la sua risonanza.





E mentre le voci e i rumors continuano a fiorire, c’è chi, con una certa curiosità, ha iniziato a speculare sulle possibili royalties che il generale Vannacci potrebbe aver accumulato in così breve tempo.
Secondo il blog di Porro, con un prezzo di copertina di 19,70 euro, gli incassi totali sono stati di 1.845.890 euro. Dopo le commissioni di vendita, si stima che il generale abbia guadagnato circa il 32% di quella somma, ovvero 590.686 euro. Questo significa che in un solo mese, Vannacci ha guadagnato quanto avrebbe ricevuto in dieci anni di stipendi dalle forze armate.
Il coraggio delle idee
Quando si menziona la possibilità di trarre un sostentamento dal self-publishing, perché molti di voi lo scartano come una mera illusione? Se la vostra attenzione è paragonabile a quella di lepri in profondo letargo, e le rare occasioni in cui vi svegliate sono solo per esprimere disapprovazione e cinismo verso ciò che potrebbe migliorare la vostra esistenza, non dovreste sorprendervi se lasciate sfuggire le autentiche opportunità che la vita offre.
Il caso Vannacci ha due chiavi di lettura: una socio-politica, che a noi qui non interessa, anche perché non conosco il contenuto del libro; l’altra è prettamente editoriale. Ed è questa che invece ci riguarda.
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Come ha fatto il generale Vannacci a concepire un’opera che ha rapidamente scalato le classifiche di vendita? Questa domanda, seppur legittima, viene spesso posta con un pizzico di ironia, quasi come se la risposta dovesse provenire da qualche recondito angolo dell’universo delle idee platoniche.
Tuttavia, la realtà è molto più semplice e, al contempo, profonda. Non sono state necessarie strategie di marketing elaborate o campagne pubblicitarie astute per portare il libro al successo. Il vero motore che ha propulso l’opera di Vannacci ai vertici delle vendite è stato il coraggio delle idee, una forza intrinseca che ha il potere di risuonare autenticamente con il pubblico.
Nel mio spazio “Carlissimo Me“, ho sempre enfatizzato l’importanza di avere il coraggio di esprimere le proprie idee. Questo concetto viene ribadito attraverso vari tutorial, in cui discuto l’importanza di interagire e coinvolgere il pubblico nella diffusione delle nostre riflessioni attraverso un blog.
Questa nozione di coraggio intellettuale è stata ulteriormente sottolineata nella mia seconda video lezione di “Bloggare per Vivere“, intitolata “Sblocco mentale e nuova prospettiva“. In essa, sottolineo come un blog debba riflettere l’autenticità e il coraggio del suo autore. Solo attraverso una schiettezza senza compromessi si può offrire al pubblico una ragione genuina per seguire e ascoltare.
Tuttavia, a volte mi sembra di parlare una lingua dimenticata, quasi come se molti dei miei lettori, inclusi quelli più fedeli, trovassero difficile assimilare un concetto tanto essenziale quanto potente. Il messaggio è chiaro e diretto:
se desideri che le tue parole raggiungano un vasto pubblico in modo organico e autentico, devi avere il coraggio di esprimere le tue convinzioni.
Questo significa scrivere con sincerità, indipendentemente dalle opinioni prevalenti o dalle pressioni esterne.
Nel mondo controllato di oggi dove la conformità è spesso la norma, il vero coraggio risiede nell’essere autentici e nel rimanere fedeli alle proprie convinzioni.
Pozza d’acqua stagnante Vs Ruscello di montagna
Permettetemi di esprimere un pensiero con quella franchezza e quel tocco di eleganza che da sempre mi caratterizzano: il “politicamente corretto” ha decisamente rotto il cazzo. Questo approccio, pur nato con le migliori intenzioni, si è trasformato in un vero e proprio ostacolo per l’evoluzione del pensiero umano. Più vi aggrappate a questo linguaggio asettico e privo di sapore, maggiore sarà il prezzo che pagherete in termini di risonanza e visibilità nel vasto panorama mediatico.
Se aspirate a diventare blogger di successo, autori di opere letterarie o di corsi formativi, o se siete imprenditori con un messaggio potente da condividere con il mondo, è essenziale che vi svincoliate dalle restrizioni del politicamente corretto. Abbracciate, invece, il vostro autentico modo di pensare, quello genuino e sincero.
Il politicamente corretto può essere paragonato a una pozza d’acqua stagnante, dal profumo sgradevole e dall’aspetto torbido. L’essenza dell’essere umano, invece, anela a qualcosa di più puro e vivificante: acqua fresca e cristallina, simile a quella di un ruscello che nasce tra le montagne e si fa strada, inarrestabile, fino a raggiungere il vasto oceano.
Come ha fatto dunque il generale Vannacci a concepire un’opera che ha rapidamente scalato le classifiche di vendita? La risposta risiede nella sua audacia: ha avuto l’ardire di mettere nero su bianco le sue riflessioni, senza filtri.
Questo, tuttavia, non implica che io condivida o apprezzi il suo punto di vista. Potrei, infatti, dissentire su ogni singolo punto da lui esposto e sentire l’impulso di analizzare e contrapporre le sue teorie, offrendo una lente interpretativa diversa sugli argomenti da lui affrontati. Tuttavia, non troverete mai in me un’ombra di stupore di fronte al suo trionfo editoriale. Da anni, infatti, ribadisco certi concetti, spesso cadendo nel vuoto: il mio blog, ad esempio, ha conosciuto una crescita costante e sostenuta senza l’ausilio di campagne pubblicitarie mirate.
Vi siete mai chiesti da dove provenga il flusso di visitatori? E quali siano le ragioni di tale affluenza?
Tirate fuori le palle, e vi ritroverete all’improvviso a gestire il vostro successo editoriale.


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