Controinformazione

Google Analytics è illegale

Carlo D'Angiò · 20 Mag 2022 · 5 min di lettura

Dalle frodi di Facebook agli account falsi di Twitter, il mondo della Big Tech sembra essere rovinosamente precipitato in una spirale senza fine di illeciti e malfatti.

Il crimine che emerge agli onori della cronaca è sempre lo stesso. Un crimine moderno, tuttavia, prodotto dalle smanie di controllo, manipolazione e profitto senza regole. E riguarda i dati di ciascuno di noi.

Le pratiche ingannevoli di Google

È ancora di Google che dobbiamo parlare. Questa volta però non è lo studio di uno psicologo con il suo team che ha catturato la nostra attenzione, ma gli atti processuali di 4 procuratori generali statunitensi che hanno intentato quattro cause separate contro il colosso della Silicon Valley per pratiche ingannevoli nella raccolta di dati sulla posizione dal pubblico.

In questa nota dell’ufficio del procuratore generale del distretto della Columbia, il procuratore generale Karl Racine ha affermato 

Google ha falsamente indotto i consumatori a credere che la modifica del proprio account e delle impostazioni del dispositivo consentirebbe ai clienti di proteggere la propria privacy e controllare a quali dati personali l’azienda potrebbe accedere. La verità è che, contrariamente alle dichiarazioni di Google, la società continua a sorvegliare sistematicamente i clienti e a trarre profitto dai loro dati.

Secondo le autorità francesi per la protezione dei dati, Google Analitycs contravviene al GDPR europeo, e chiede fermamente di interromperne l’utilizzo per il timore che i servizi di intelligence americani accedano ai dati personali trasferiti negli Stati Uniti tramite Google.

Il Garante per la protezione dei dati dell’Austria ha accolto un reclamo contro un sito Web relativo all’utilizzo di Google Analytics. Secondo Techcrunch

Questa decisione solleva una grande bandiera rossa sull’uso di routine di strumenti che richiedono il trasferimento dei dati personali degli europei negli Stati Uniti per l’elaborazione, con il watchdog che rileva che l’indirizzo IP e gli identificatori nei dati dei cookie sono dati personali dei visitatori del sito, il che significa che questi trasferimenti rientrano in nell’ambito della normativa UE sulla protezione dei dati.

La sentenza austriaca ha rilevato che gli indirizzi IP e gli identificatori personali nei dati dei cookie potrebbero essere combinati per identificare i visitatori, che in sostanza è sorveglianza. Per raggiungere la sentenza, il regolatore ha esaminato una serie di misure che Google ha affermato di aver utilizzato per proteggere i dati negli Stati Uniti. Tuttavia, non hanno riscontrato che esistessero garanzie sufficienti, secondo il GDPR, per bloccare i servizi di intelligence.

Google sposta la percezione e i comportamenti degli utenti

Noi europei siamo consci dell’alto dosaggio di burocrazia che appesantisce ogni cosa, e per questo potremmo pensare che la questione di Google Analitycs sia tutto sommato una questione di lana caprina, cioè, un fascicolo giudiziario frutto della nimia subtilitas europea.

Ma è veramente così semplice?

Sta di fatto che i colossi della Silicon Valley non hanno mai un momento di esitazione, quando si tratta di violare leggi che riguardano l’acquisizione e l’uso dei dati degli utenti.

Sono attenti, organizzati e puntigliosi nel censurare, cancellare, bloccare e chiudere chiunque violi non una legge ma il parere insulso di un fact checker qualunque. Sono, al contrario, distratti e superficiali quando la violazione di leggi e non di pareri proviene dai loro uffici.

Analytics offre a Google l’opportunità di raccogliere i nostri dati personali e di mandarli in pasto all’intelligenza artificiale per creare meccanismi di manipolazione e spostamenti di opinioni.

Abbiamo già visto in questo articolo come Google stia accrescendo il suo potere di controllo in modo pericoloso, perché si basa su tecniche di manipolazione che non sono mai esistite prima nella storia umana

Secondo Epstein, lo studioso che abbiamo già citato nell’articolo sulla manipolazione invisibile di Google, la minaccia del motore di ricerca ci arriva in tre modi specifici:

  1. Google è un’agenzia di sorveglianza con poteri significativi che sono diffusi nelle sue proprietà tra cui Google Docs, Google Drive, YouTube e Google Wallet.
  2. Google può limitare o bloccare (censurare) l’accesso ai siti Web su Internet. Può persino bloccare l’accesso a interi paesi o a Internet nel suo insieme. Il problema più significativo con questo tipo di censura è che non sai quello che non sai. Quando le informazioni vengono rimosse dai motori di ricerca, non sai che esistono e non le cerchi altrove. 
  3. L’azienda ha il potere di manipolare l’opinione pubblica presentando contenuti specifici all’utente, ma anche attraverso il ranking di ricerca.

Epstein spiega:

Per me, questa è l’area più spaventosa perché a quanto pare Google sta plasmando le opinioni, il pensiero e le convinzioni e gli atteggiamenti e gli acquisti e i voti di miliardi di persone in tutto il mondo senza che nessuno sappia che lo stanno facendo… senza lasciare tracce cartacee che le autorità possono tracciare. Stanno usando nuove tecniche di manipolazione che non sono mai esistite prima nella storia umana e sono per la maggior parte subliminali… Mi sono imbattuto in tutta una serie di tecniche che Google ha sviluppato che funzionano molto bene… questi sono effetti invisibili, quindi sono subliminali in questo senso, ma non producono piccoli cambiamenti. Producono enormi cambiamenti nel modo di pensare delle persone, molto rapidamente. Alcune delle tecniche che ho scoperto sono tra i più grandi effetti comportamentali mai scoperti nelle scienze comportamentali.

C’è poi tutto il filone dei crediti sociali, come quelli adottati in Cina a partire dal 2018, per controllare le persone e indurle a una sudditanza senza repliche o dissensi. Il sistema si basa sui dati che Google rende accessibili ai paesi interessati a questo tipo di schema di sorveglianza orwelliano

Ma ne parleremo un’altra volta.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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1 commento

  1. Rosanna

    “Sorveglianza” questa parola pare proprio essere il fine necessario a uno scopo illecito.

    Quando la leggo, quando la sento nominare, quando me la sento addosso, sento montarmi dentro l’istinto di ribellione dell’individuo libero, come un animale che sa che se non trova una via di fuga dal pericolo della trappola … dovrà attaccare e difendersi.

    Siamo stanchi di questo “fiato sul collo” del S I S T E M A , ma sopratutto siamo sempre più insofferenti e sempre più arrabbiati.

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