Molti usano ChatGPT come un distributore automatico di risposte: scrivi la domanda, premi invio e prendi quello che esce.
Funziona… fino a quando non ti rendi conto che quello che hai ottenuto non è esattamente quello che ti serve.
Magari ti ha dato un piano editoriale con argomenti fuori target. Oppure la scaletta di un eBook con capitoli poco coerenti. O ancora, la bozza di un corso online in cui mancano i passaggi fondamentali per portare lo studente dal punto A al punto B.
Il problema è che, nella modalità “scatola chiusa”, ChatGPT non ti fa vedere come è arrivato a quella risposta. Tu vedi il risultato, ma non il percorso. E senza vedere il percorso, rischi di perdere idee interessanti, di non accorgerti di errori evidenti e, soprattutto, di non poter intervenire in corsa per correggere la rotta.
La soluzione è semplice, ma rivoluzionaria. Si chiama catena di pensiero. Ed è ciò di cui parleremo nel tutorial di oggi.
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