YouTube Shorts: la strategia che sto testando (e cosa ho scoperto dopo 40 giorni)

19.900 visualizzazioni, 70% pubblico freddo e un problema che nessuno ti dice

da | Apr 26, 2026 | Avatar AI, YouTube | 0 commenti

Il 16 marzo 2026 ho pubblicato il primo video con il mio avatar, Carlo AI. L’idea non è nata dal nulla. Mi ha esortato un amico, Nando Pappalardo, che dopo aver venduto la sua azienda tech per diverse decine di milioni, si è creato un avatar e ha iniziato a pubblicare su TikTok con risultati molto forti. A quel punto ho deciso di testare anche io una mia YouTube Shorts strategia, insieme all’apertura di tre canali nuovi da zero: YouTube, TikTok e Instagram.

Instagram, per ora, resta un mistero: molte visualizzazioni, pochissimi follower. Ma qui voglio concentrarmi solo su YouTube, perché è lì che sto vedendo i segnali più interessanti.

I numeri dopo 40 giorni (senza filtri)

Dopo circa 40 giorni, il canale ha raggiunto 100 iscritti, con una crescita di +31 negli ultimi 28 giorni. Non è un numero che colpisce chi guarda superficialmente, ma il contesto cambia tutto.

Negli ultimi 28 giorni ho registrato circa 19.900 visualizzazioni e 84,5 ore di tempo di visione. Il dato più importante, però, è un altro: tra il 66% e il 74% delle visualizzazioni arriva da utenti che non sono iscritti. Tradotto: YouTube sta già mostrando i miei contenuti a persone che non mi conoscono. Questo significa che il canale è entrato nella fase di test dell’algoritmo. Non è ancora crescita esplosiva, ma è esattamente il punto in cui si costruisce qualcosa di solido.

Iscritti
100
+31 ultimi 28 gg
Visualizzazioni
19.9K
ultimi 28 gg
Watch time
84.5h
ultimi 28 gg
Retention media
17.2%
obiettivo: 30–40%

Contenuti principali — visualizzazioni
Lavora solo chi non sa fare altro
46
YouTube è una miniera d’oro
30
Perché le tue idee muoiono
28
Perché chi ti ama cerca di fermarti
1.7K
ChatGPT ti sta rubando clienti?
1.1K
Lavora solo chi non sa fare altro
1.1K
Perché le tue idee muoiono
970
Ultimi 48h Totale canale

Origine delle visualizzazioni
66–74%
26–34%
Non iscritti (66–74%) Iscritti (26–34%)

Retention attuale vs obiettivo
Attuale
17.2%
Obiettivo
30–40%
Portare la retention al 30–40% con gli stessi volumi = cambio di scala del canale

Cosa sta funzionando davvero

Guardando i contenuti che hanno performato meglio, emerge un pattern molto chiaro. Non sono tutorial. Non sono spiegazioni tecniche. Sono contenuti che attaccano convinzioni.

Titoli come “Lavora solo chi non sa fare altro”, “YouTube è una miniera d’oro (se smetti di fare lo spettatore)” o “Perché le tue idee muoiono prima ancora di nascere” funzionano perché creano una frizione iniziale. Non cercano di piacere a tutti. Costringono chi guarda a fermarsi un attimo.

Questo è coerente con il tipo di posizionamento che sto costruendo. Ed è un segnale positivo: non sto inseguendo trend, sto testando una direzione.

Il primo problema: le persone guardano, ma non parlano

Il coinvolgimento è basso. Pochi commenti, pochi like, anche su video che fanno diverse visualizzazioni. All’inizio può sembrare un problema. In realtà, è un segnale preciso. Le persone stanno guardando, ma non si espongono ancora. È tipico quando entri in contatto con pubblico freddo e proponi contenuti che mettono in discussione qualcosa.

Non è rifiuto. È distanza.

In questa fase, il pubblico ascolta, osserva, ma non prende posizione. E questo va accettato come parte del processo.

Il vero punto debole (scoperto guardando i dati)

Il dato più importante, quello che cambia davvero il gioco, è la percentuale media visualizzata: 17,2%. Questo non è un buon numero. Non è disastroso, ma non è sufficiente per scalare. Significa che riesco ad attirare l’attenzione, ma non a trattenerla fino in fondo.

In pratica: l’hook funziona, ma il contenuto perde forza lungo il percorso.

Questa è la scoperta più utile di tutta l’analisi. Non devo trovare nuove idee. Devo migliorare come sviluppo quelle che già funzionano.

La crescita degli iscritti (e perché è lenta)

La crescita degli iscritti è costante, ma non veloce. Anche questo è coerente con i dati precedenti. Se le persone guardano ma non interagiscono molto, è normale che il passaggio all’iscrizione sia più lento. Non è un errore da correggere subito, ma una conseguenza del tipo di contenuto e della fase in cui si trova il canale.

Prima viene la distribuzione. Poi la relazione. Solo dopo arriva la conversione.

Cosa farò nei prossimi contenuti

Non cambierò argomento. Non inseguirò trend. Non snaturerò il messaggio. Il lavoro vero sarà sul modo in cui racconto le idee. Più ritmo, più struttura, più tensione. Meno dispersione.

Se riesco a portare quella percentuale media dal 17% al 30–40%, con questi stessi livelli di distribuzione, il canale cambia completamente scala. Ed è lì che voglio arrivare.

Conclusione

Questi primi 40 giorni non servono a dire “sto crescendo”. Servono a capire cosa sta succedendo mentre succede. YouTube sta già distribuendo i contenuti. Il messaggio funziona. Il pubblico arriva.

Ora il punto non è fare di più. È fare meglio. Perché è lì che si costruisce qualcosa che non dipende dalla fortuna, ma da un sistema che puoi replicare.

Domande frequenti

Vale la pena iniziare con YouTube Shorts nel 2026?

Sì, ma con le aspettative giuste. Dai miei dati, YouTube ti dà visibilità anche se parti da zero: il 70% delle visualizzazioni arriva da persone che non ti conoscono. Però non basta pubblicare. Se non riesci a trattenere l’attenzione, la crescita si ferma lì. Shorts funziona, ma non perdona.

Quante visualizzazioni servono per capire se un canale sta funzionando?

Meno di quanto pensassi. Non serve fare numeri enormi per capire la direzione. Già con 10–20 mila visualizzazioni puoi vedere se YouTube distribuisce i tuoi contenuti e se il pubblico reagisce. Nel mio caso, i segnali più utili non sono stati i numeri in sé, ma il fatto che arrivassero da pubblico freddo.

Perché le persone guardano i video ma non si iscrivono?

Me lo sto chiedendo anche io. Dai dati che vedo, il problema non è attirare attenzione, ma costruire fiducia. Le persone guardano, ma non si espongono subito. Probabilmente serve più continuità, più riconoscibilità e soprattutto contenuti che tengano fino alla fine. Senza quello, l’iscrizione non scatta.

Qual è l’errore principale che sto facendo con YouTube Shorts?

Non è il contenuto, ma il ritmo. I video partono bene, ma non tengono abbastanza. La percentuale media visualizzata è intorno al 17%, e questo limita tutto il resto. È una cosa che ho capito solo guardando i dati. Ora il lavoro non è trovare nuove idee, ma raccontarle meglio.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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Rosanna Becconi

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Grazie Carlo. Mi hai davvero cambiato la vita quando ho chiuso la mia libreria e ho cercato un’alternativa che mi desse un futuro a 41 anni. Oggi porto i tuoi insegnamenti nelle aziende con cui collaboro. Sei stato il mio riscatto. Tvb.
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