Non credo di sbagliarmi se dico che molti di noi hanno come la sensazione oramai di vivere in una grande, epocale battaglia tra il bene e il male.
La pandemia, i vaccini, il green pass, la guerra, sembrano i livelli di un gioco satanico programmato per distruggere e resettare la civiltà e le menti.
I famosi complottisti, quelli derisi, dileggiati, sospesi, licenziati, hanno anticipato ogni frame del film che stiamo vivendo. Eppure, ancora c’è chi fatica a credere a questo scenario che, mi rendo conto, è talmente folle e disumano da renderlo, appunto, incredibile, assurdo. Ma i pezzi del puzzle stanno via via componendo l’immagine del mostro.
Le crisi sono fabbricate e intenzionali.
Le crisi che ci colpiscono stanno dimostrando con il tempo di non avere nulla di naturale o di organico. Sono fabbricate e intenzionali. E si susseguono senza sosta come circuiti controllati di una catena di montaggio.
La domanda che ci poniamo tutti è “perché?”. Perché qualcuno dovrebbe intenzionalmente creare paura, distruzione, odio, miseria e dolore?
Webinar: L’architettura della fiducia
Monetizzare la musica AI
La voce in Suno
Come usare Suno
Torna a fare la tua musica
Grok AI
Moneyball Infomarketing
Avatar da sei cifre
Siti Web per Consulenti
Autorità semantica
È una roba spaventosa, insopportabile per la mente umana; non si può credere al fatto che qualcuno lo stia intenzionalmente praticando ai danni dell’umanità. Ed è anche per questo motivo che i collaborazionisti si rifiutano di vedere il marcio di questa storia per dare man forte al sistema.
Eppure, eccoci qui: sull’orlo di una guerra mondiale.
L’odio giustificabile
Pochi giorni fa, Meta, la società madre di Facebook e Instagram, ha modificato le sue politiche sull’incitamento dell’odio, rendendolo giustificabile se diretto contro i russi.

La massa manipolata dal mainstream potrebbe credere che sia giusto odiare un paese che attacca militarmente un altro paese.
Io invece credo che i cittadini russi, inclusi gli intellettuali morti nei secoli addietro, non abbiano alcuna responsabilità sulle decisioni politiche e militari prese al vertice. Così come noi italiani non possiamo essere presi di mira per le decisioni di Draghi di inviare armi all’Ucraina o per le sciagurate dichiarazioni di Di Maio contro Putin.
Inoltre, non è accettabile il concetto di “odio giustificabile”, perché introduce un metodo che può essere usato a discapito di qualsiasi gruppo che in un determinato frangente storico appare come un fattore scomodo.
Chi ci dice che un giorno Meta non possa decidere di odiare tutti i cristiani, gli ebrei, i bianchi o i neri, i piccoli imprenditori, i tennisti, gli ortolani, le donne, i bambini e così via?
C’è ancora qualcuno che crede nell’idea di buon senso come limite alle scemenze? Non sono state sufficienti le aberrazioni perpetrate negli ultimi anni per ritenere che chiunque al potere, oggi, possa decidere ex abrupto di implementare un nuovo metodo, una nuova restrizione, una nuova stupidaggine, una nuova forma d’odio? Senza spostarsi ai livelli più alti dell’élite globalista, basta osservare il dispotismo dei governatori delle regioni italiane per comprendere la pericolosità del metodo.
Del resto, abbiamo già sperimentato il meccanismo di odio a comando sulla pelle dei no-vax, messi fuori come animali (anzi, no, gli animali non sono messi fuori) da ogni contesto civico, culturale e ricreativo, con il plauso stupido e inconsapevole dei collaborazionisti.
In questo momento, i media, il governo e gli uomini d’affari fomentano l’odio contro i cittadini russi, e persino contro le persone con nomi che sembrano russi, che non hanno nulla a che fare con la decisione di Putin di andare in Ucraina.
Tutto questo è sbagliato. Ed è il caso di parlarne ripetutamente e diffusamente per creare conoscenza, cultura, consapevolezza, insomma, quel tipo di controinformazione di cui ogni essere umano ha profondamente bisogno per non rimanere schiacciato dalle menzogne del sistema.
L’odio giustificabile è sbagliato. È sbagliato che un social come Facebook possa sostenere, ancora una volta, una simile aberrazione. Ed è sbagliato che noi tutti continuiamo ad alimentare questa fabbrica di mostri con la nostra presenza.
Tutto questo odio gioca a favore dell’élite tecnocratica che ha bisogno di caos e disordine per esercitare la propria volontà su di noi.
La fase 2 del Grande Reset
Questo è il Grande Reset di KLAUS SCHWAB, amici miei. Ed è la seconda fase, quella che porterà al collasso economico delle nazioni.
Mentre la pandemia ha:
- abituato i popoli al blocco, alle chiusure e ai comandi più assurdi con obbedienza acritica
- normalizzato l’accettazione di farmaci sperimentali
- accelerato il più grande trasferimento di ricchezza alle grandi società, decimando le piccole e medie imprese
- predisposto ogni cosa per un futuro cibernetico senza troppe polemiche
il vettore aggiuntivo della guerra serve per accelerare il collasso economico prima che il mondo possa risollevarsi e ricostruire.
La stagflazione
Sul piano economico è la peggiore esperienza per i popoli che dovranno subirla.
Ma che cosa significa?
Nelle dinamiche di un paese ci sono tre grandi variabili macroeconomiche che vengono osservate dagli economisti:
- l’inflazione (e cioè l’andamento dei prezzi)
- il PIL (produzione e crescita)
- e la disoccupazione
In circostanze normali, ci sono dei compromessi. Di solito non è possibile avere un ritmo sostenuto di crescita del PIL e una bassa disoccupazione senza subire anche una maggiore inflazione. E se riesci a mantenere bassa l’inflazione, di solito ciò va a scapito di un PIL debole e forse di una maggiore disoccupazione.
Insomma, quando c’è una buona notizia da un lato, c’è anche una cattiva notizia dall’altro. È così che funziona. E ci siamo abituati. Ma che cosa succede quando sono tutte cattive notizie? Cioè, che cosa succede quando i prezzi aumentano, la produzione cala e la disoccupazione aumenta vertiginosamente?
Ecco, questo fenomeno si chiama stagflazione, ovvero, stagnazione o calo della produzione e aumento dell’inflazione.
Ed è un incubo economico che sta per diventare realtà in tutto l’occidente.
La quarta rivoluzione industriale e i lavoratori che saranno sostituiti dai robot
Ne abbiamo già parlato altre volte. Il grande reset non punta solo a un cambio di modello, ma alla contemporanea fusione dell’uomo con la macchina. Le tecnologie e le innovazioni scientifiche diventeranno estensioni dei nostri corpi e delle nostre menti. Gli esseri umani potenziati e connessi al cloud sono al centro della forza lavoro di prossima generazione.
Coloro che guidano il Grande Reset cercano di gestire il rischio geopolitico creando nuovi mercati che ruotano attorno a innovazioni digitali, strategie elettroniche, telelavoro, intelligenza artificiale, robotica, nanotecnologie, Internet delle cose e Internet dei corpi.
I lavori che verranno sostituiti dall’intelligenza artificiale sono quelli di operai, addetti al telemarketing, contabili, vendite di annunci, assistenza clienti, receptionist, vendite al dettaglio, cassieri, alcune posizioni nei media, corrieri e lavori di consegna, lavori di sicurezza, addetti del settore alimentare, tassisti, agricoltori e alcuni lavori medici, inclusi chirurghi e tecnici di laboratorio.
Ironia della sorte, proprio la classe medica che in questa fase storica ha mostrato lati molto oscuri e disumani, sarà colpita impietosamente dalle menti a cui si è prostrata con viltà e ignavia.
Cosa possiamo fare
Ci sono decine di aspetti sui quali dovremmo fermarci un momento per cercare delle soluzioni, da quelle economiche e professionali a quelle più immediatamente necessarie per la sopravvivenza, come il cibo, il calore, l’energia, la sicurezza.
Personalmente, faccio quello che posso per acquisire il maggior numero di informazioni strategiche, studiarle, tradurle, condividerle, anche se talvolta solo in parte. Ci sono cose che non posso ancora scrivere. E mi muovo su più fronti, non dico per farmi trovare pronto. Non credo si possa mai essere completamente pronti a tutto questo. Vorrei però non essere del tutto impreparato.
Sono certo che si potrebbe fare di più, soprattutto se riuscissimo a organizzarci e a fidarci l’uno dell’altro. Uno dei punti deboli di questa battaglia è la nostra incapacità di formare un corpo unico come invece hanno saputo fare i collaborazionisti. Magari, siamo come siamo proprio perché siamo fatti così. Ma questo è il tempo dell’unione, perché l’unione fa la forza. E noi tutti abbiamo bisogno di essere forti.
Sul piano professionale, c’è da capire che i lavori sopra indicati, se non è già successo, saranno presto spazzati via dall’intelligenza artificiale. Questo significa che chiunque stia cercando di costruire qualcosa in quegli ambiti professionali farebbe meglio a porre le basi per un cambiamento di rotta immediato e significativo, se non vuole rimanere schiacciato nella morsa del grande reset e della stagflazione.
Mi piacerebbe anticiparvi un piccolo suggerimento da sviluppare poi con calma in altri articoli che probabilmente, però, saranno sviluppati solo per una community ristretta di persone fidate.
Sto pensando, infatti, di raccontarvi tutto quello che so e che reputo di potervi raccontare, ma di farlo solo in un ambiente protetto e riservato. La libertà di parola purtroppo non esiste più. E chi pretende di usarla, come me, è in pericolo. Cercate di capirlo, per favore. Poi, vi racconterò di più al riguardo.
Tornando al suggerimento, questa è una guerra, una guerra mondiale. Anche se quella dei fucili e delle bombe per il momento è circoscritta all’Ucraina, quella dell’informazione e della manipolazione per il grande reset è estesa all’intero pianeta.
Nelle guerre servono soldati. I soldati hanno sempre un lavoro durante una guerra. E nelle guerre di dati, conoscenze e verità nascoste, servono soldati dell’informazione, guerrieri di verità, ricercatori e uomini di intelligence.
Lo so che suona un po’ strano. E come promesso, torneremo a parlarne più diffusamente. Ma questo può diventare per alcuni un lavoro necessario, remunerato. Ovviamente, i robot sostituiranno facilmente gli addetti al telemarketing. Del resto, cosa se ne fa questo mondo di un addetto al telemarketing?
La verità sarà come un tartufo bianco. Avrà un valore sterminato sul mercato degli intenditori.
Non si può dire lo stesso di un blogger che studia, ricerca e condivide informazioni preziose. La verità sarà come un tartufo bianco. Avrà un valore sterminato sul mercato degli intenditori.
Organizzatevi per raccogliere, elaborare e offrire la verità in modo professionale.
Mi fermo qui. Penserò a come organizzare l’area protetta. E vi terrò aggiornati.


È proprio vero, è tutto così spaventoso da non poter credere.
Io l’ho percepito fin dall’aprile 2020 che tutto questo ha dietro una regia oscura. Grazie.
Questa guerra è molto peggio di quella tradizionale con bombe e mitragliatrici.
Ma ancor peggio di qualsiasi guerra è l’intenzione di robotizzare l’essere umano.
Poco male se i robot sostituiranno l’uomo, almeno per quanto riguarda i lavori ingrati e faticosi, perché in questo caso la tecnologia sarebbe messa al suo servizio, a patto che questo significhi per l’uomo una vita migliore e degna di essere vissuta.
Io sono sempre del parere che possiamo ancora fare qualcosa per salvare la nostra specie e il pianeta, ma abbiamo bisogno di ritrovarci tra persone fidate perché come hai acutamente osservato e detto in una live, il nemico si è intrufolato dappertutto.
Oltre a “conoscenze e verità nascoste, servono soldati dell’informazione, guerrieri di verità, ricercatori e uomini di intelligence”… aggiungerei che servono anche persone semplici disposte a dare un contributo alla causa.
Tutti coloro che sentono la spinta interiore alla giustizia sono utili.
Dobbiamo essere numerosi quasi quanto lo sono i nemici, per far cambiare direzione a questa macchina infernale . (discorso troppo lungo da affrontare in post)
Comunque ho un mio punto di vista su tutta la situazione, lo esprimero’ quando avrai organizzato un luogo più sicuro per parlarne.
Buona vita Carlo.
Eppure, tutto era abbastanza chiaro da almeno 20 anni. Ma chi arriva prima ad intuire le cose e cerca di dare l’ allarme semplicemente non viene creduto
Poco importa se non veniamo creduti.
Il grido di allarme serve per chi ha orecchie per ascoltare, e per coloro che hanno il “sonno leggero” e potrebbero svegliarsi da un momento all’altro.
Ci sono persone che lavorano dalla mattina alla sera e non hanno modo di informarsi. A costoro il “passaparola” sarebbe utilissimo…
Dobbiamo entrare nell’ ordine di idee che qualcosa per cambiare la situazione si può sempre fare.
Ammetto che “essere avanti” a volte è davvero sconsolante, ma dobbiamo superare questo stato d’animo e andare avanti con determinazione.
Siamo noi i privilegiati in questa situazione e dobbiamo metterlo ben in evidenza quando interagiamo con chi ancora non lo è.
Ciao io ho deciso e seguo il Progetto Penisola Italica
Buongiorno Marco e buon caffè ☕️
Non ne ho mai sentito parlare, di cosa si tratta?