La psicosi di massa e l’oscurantismo di Google

Ho parlato di psicosi di massa, prima ancora che lo facessero i grandi accademici del mondo, nei primi mesi della pandemia, quando ho trattato la questione diffusamente nel mio libro “È tutto sbagliato”.

Ora, però, sembra che le mie considerazioni sul comportamento isterico della folla abbia raggiunto la stanza dei bottoni.

In che modo?

La psicosi di massa

Il 31 dicembre 2021, il dottor Robert Malone, l’inventore della tecnologia della piattaforma di base del vaccino mRNA e DNA, ne ha parlato in un podcast visto da più di 50 milioni di persone.

La conseguenza di questo suo intervento è stata che la parola chiave “mass formation psychosis”, ovvero, psicosi da formazione di massa, fino a quel momento ignorata completamente dalle persone, è improvvisamente diventata una delle più cercate su Google, come si evince dal grafico di Google Trend.

Il termine, che offre una spiegazione coerente e scientifica del motivo per cui così tante persone sono cadute vittime delle bugie e della propaganda del mainstream sul COVID-19, è diventato virale. 

Google manipola la realtà

Interviene Google che, presa alla sprovvista, prima decide di far apparire questa frase ai ricercatori:

”Sembra che questi risultati stiano cambiando rapidamente. Se questo argomento è nuovo, a volte può essere necessario del tempo prima che i risultati vengano aggiunti da fonti affidabili”. 

Poi chiama in suo soccorso i fact checker sparsi sul pianeta per screditare gli accademici che ne stavano parlando. In questo modo, si assicura che nelle prime pagine dei risultati di ricerca ci siano solo le informazioni oscurantiste dei bimbiminkia del fact checking.

Il prof. Desmet

Tuttavia, l’argomento non è nuovo. Le fonti affidabili a cui faceva riferimento il messaggio di Google, nell’attesa che i suoi scagnozzi riempissero di ulteriore ciarpame i risultati di ricerca, esistono da molti anni.

Mattias Desmet, professore di psicologia clinica all’Università di Gand in Belgio, che ha all’attivo 126 pubblicazioni, lo studia da molto tempo, anche perché il fenomeno in realtà risale a più di cento anni fa. 

Uno dei primi lavori sull’argomento è un libro del 1841 intitolato “Extraordinary Popular Delusions and The Madness of Crowds” (Straordinarie delusioni popolari e La follia delle folle), che descrive in dettaglio “i comportamenti irrazionali delle folle”.

È incredibile come Google sia riuscito (non tecnicamente, ma eticamente) a seppellire tutto quello che c’è da sapere al riguardo. Le uniche notizie reperibili sull’argomento sono quelle dei cani da guardia della propaganda che impunemente dileggiano, scherniscono, offendono e insultano i veri scienziati e ricercatori, come hanno sempre fatto in questi ultimi due anni su qualsiasi argomento volto a smascherare le scemenze di questa pandemia.

Cos’è la psicosi da formazione di massa?

Prima di andare avanti, mi preme ricordare che della psicologia delle folle e di come manipolarla ne parla ampiamente anche Gustave Le Bon.

Sul tema della psicosi, invece, Desmet ci spiega che la formazione di massa è l’improvvisa coesione del gruppo (la folla) attorno a un consenso condiviso attraverso quattro precise condizioni (che includono la dissonanza cognitiva e il dolore psicologico):

  1. Sentimenti di isolamento sociale e di essere soli tra un gran numero di persone
  2. Senti che la tua vita è inutile e priva di significato
  3. Alti livelli di ansia fluttuante
  4. Alti livelli di frustrazione e aggressività fluttuanti

Il fenomeno sembrerebbe cresciuto su larga scala negli ultimi 200 anni, guidando le folle al pensiero totalitario e, di conseguenza, agli stati totalitari. 

Secondo Desmet, se la narrazione dei mass media indica un oggetto di ansia e fornisce una strategia per affrontare questo oggetto di ansia, allora tutta l’ansia fluttuante potrebbe essere associata a questo oggetto e determinare un’enorme disponibilità delle persone a partecipare alla strategia per affrontare l’oggetto dell’ansia.

Allo stesso tempo, il campo dell’attenzione si restringe fino a contenere solo la parte della realtà indicata dalla narrazione, cosicché le persone perdono la capacità di prendere in considerazione gli altri aspetti della realtà (ciò che le rende spesso del tutto irrazionali).

Peraltro, più assurda diventa la narrazione, meglio è per chi cerca questo tipo di psicosi. Perché in effetti se le persone hanno bisogno di scappare dall’ansia e dall’isolamento – e per questo accettano ciò che viene indicata come l’unica strada possibile – maggiore è la minaccia di ciò che temono, più rapido e fedele sarà l’allineamento alla propaganda.

Desmet chiarisce che il motivo per cui le persone si allineano alla narrazione non è perché questa sia corretta, scientifica o accurata. La scientificità delle argomentazioni non ha nulla a che vedere con le scelte di un collaborazionista, il quale invece fa quello che fa solo perché questo atteggiamento crea un nuovo legame sociale, ciò di cui ha bisogno per non venire isolato e cadere nel baratro della disperazione umana che porta al suicidio.

C’è un altro aspetto (ironico) di cui parla Desmet, offrendo un contrappunto spinoso a quelli che cercano di tracciare un profilo di basso livello delle persone dissenzienti (es. no-vax, no-green-pass etc.). Desmet dice che più è alto il livello di istruzione, più le persone sono solitamente suscettibili alla psicosi di massa:

“Le persone che cercano di ottenere diplomi avanzati di solito sono persone che pensano che lo status sociale sia molto importante. E questo potrebbe essere il motivo per cui sono inclini a conformarsi alla narrativa mainstream”. 

Potrebbe anche spiegare perché così tanti medici e accademici hanno accettato la propaganda, ignorando la scienza.

Dal loro punto di vista, è normale mentire e manipolare. Anzi, è necessario

Come abbiamo già visto ne “La modifica dei comportamenti e le pillole morali”, gli scienziati allineati al sistema sono arrivati persino a proporre una pillola di moralità, uno psicofarmaco che agirebbe sulla capacità di ragionare delle persone, inducendole a fare quella che per loro è la cosa giusta. 

Perché per loro si tratterebbe di fare la cosa giusta nel bene di tutti, e per questo ogni mezzo è lecito, inclusa la menzogna, la censura e la manipolazione.

Desmet cita come esempio esemplificativo la nobile menzogna di Platone secondo cui, nel caso di individui di alto rango o dirigenti pubblici designati, è accettabile mentire, se la menzogna è fatta nell’interesse del bene comune. 

Come porre fine alla psicosi di massa

La maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che è molto difficile svegliare le persone da un tale incantesimo. Però, Desmet suggerisce di non rinunciare al dovere morale di provarci. Come?

Intanto, parlando contro la narrativa ufficiale: 

“Se vuoi rendere la formazione di massa meno profonda, allora è fondamentale che ci siano persone che continuino a parlare e ad essere voce dissonante nella società, perché questo interromperà il processo di formazione di massa”.

Del resto, è quello che stiamo facendo sin dal primo giorno di questa immane scemenza cosmica. E, devo aggiungere, con qualche piccolo risultato al nostro attivo. Difatti, se oggi ci sono molte più persone critiche rispetto al 2020, è anche grazie al continuo lavoro di controinformazione e ragionamento critico che proponiamo quotidianamente.

A seguire, suggerisce di creare un collegamento con altre persone nel mondo reale che hanno un punto di vista simile al nostro o la sensazione che qualcosa non stia andando nel verso giusto. Formare piccole reti ci aiuterà a interrompere il ciclo di formazione di massa. 

È importante, tuttavia, che quando parliamo alle persone della verità, non si provi a riportarle alla “vecchia normalità”, perché è proprio la vecchia normalità che li ha spinti alla psicosi di massa:

“Quello che dovremmo cercare di costruire insieme è una nuova normalità, che non è una nuova normalità tecnocratica o transumanista. Dovremmo mostrare alla gente che ci sono altre opzioni. Ci sono altre opzioni per sfuggire alla vecchia normalità”.

Conclusioni

Voglio chiudere questo articolo con un brano che ho scritto nel 2020. Dicevo così:

Il mondo è diviso in due. E per quanto strano possa apparire, e persino difficile da comprendere, quelli che hanno una maggiore responsabilità (anche penale) sui danni fisici, morali ed economici derivanti da questa finta pandemia, non sono quelli che “negano” l’esistenza della pandemia. 

I sostenitori dell’emergenza, quelli che invocano la mascherina, le distanze, le chiusure, il lockdown, gli amici di Zingaretti, De Luca, Conte, Grillo, Di Maio, Travaglio, Mentana, Burioni, Galli, Lopalco, la cassiera nazista, lo spione lobotomizzato, il bidello che sta vivendo il suo quarto d’ora di gloria, e chiunque altro abbia deciso di difendere la vita, rinunciando alla vita, di agire in nome della libertà, privandosi della libertà, di sostenere la democrazia, cedendo la democrazia, tutti costoro portano sulle spalle un peso enorme, quello di una condotta sciagurata e criminosa nei confronti dell’umanità, dei loro figli, della loro stessa vita. 

È tutto sbagliato

Un uccello nato in gabbia crede che volare sia una malattia

All’inizio, avevo solo bisogno di parlarne, di confrontarmi con i miei amici e lettori. Poi, però, mi sono accorto che il mio pensiero era ampiamente condiviso da persone che neanche conoscevo. Ho ricevuto migliaia di contatti e messaggi privati che mi ringraziavano per quello che stavo facendo, per i ragionamenti che proponevo, per le informazioni che offrivo. Ho visto medici che ripostavano i miei articoli, gruppi di discussione che mi taggavano, giornalisti non allineati che volevano conoscermi. Tutti impegnati come me in questa assurda battaglia di verità e buon senso che non sembra avere fine.

L’idea di questo pamphlet è nata dall’esigenza di raccogliere i migliori contenuti a tema sul mio profilo per metterli in bella copia e lasciare qualche traccia per i posteri.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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