Mollare un progetto online al secondo mese: davvero vuoi sparire così?

Hai iniziato un blog, una newsletter, magari pure un eBook. Poi ti sei fermato. E ora? Una riflessione che ti riguarda da vicino.

Hai un personaggio online che ti piace davvero? Uno di quelli che segui con piacere, che ti fa dire “Ah, però!” ogni volta che pubblica qualcosa? Qualcuno che ti ispira, che ti somiglia, o a cui vorresti somigliare tu?

Se sì, pensaci adesso. Fissane l’immagine nella mente per una decina di secondi. Visualizza quella persona. Lo stile. Il tono. La sicurezza. I risultati.

Fatto?

Ok.

Ora immaginalo nel suo giorno 1. Quel giorno in cui ha deciso: “Basta consumare, adesso creo”. Secondo te cosa stava facendo? Che libri aveva sul tavolo? Con chi stava parlando, chi stava ascoltando, chi stava ignorando?

E dopo un mese? Come sarà andato il primo tentativo di costruire qualcosa? Avrà avuto già mille follower? No. Te lo dico io. Ma probabilmente aveva già un piano, un blog in piedi e la testa ancora più piena di idee del primo giorno.

Ti faccio un esempio: pensa a Seth Godin. C’è stato un giorno, il primo, in cui ha deciso di iniziare a scrivere pubblicamente. Quel giorno lì era solo Seth. Nessuno sapeva ancora chi fosse. Nessuno lo citava come fonte autorevole. Magari aveva più dubbi che certezze, magari tremava pure un po’. Ma ha cominciato.

E il mese dopo? Era ancora lì. A scrivere. A sbagliare. A correggere. A pubblicare. Non si è fermato. Ha aggiunto un altro mattone.

Il secondo mese. Sai com’è, a sentirlo così sembra una tappa banale. Ma il secondo mese, per alcuni, è già la fine del viaggio.
La famosa “fase in cui ci si prende una pausa” e poi… puff: disintegrati come bolle di sapone.

Dimmi la verità: il tuo personaggio preferito si è fermato al secondo mese? Seth Godin ha detto “vabbè dai, torno al lavoro da commercialista”? O ha continuato, anche quando non c’erano applausi?

Io, personalmente, sono arrivato al mio secondo mese nell’agosto del 2007. Lì ho messo in vendita il mio primo eBook. Non mi sono fermato. Ho fatto il terzo mese. Il quarto. Il quinto. Il primo anno. Il secondo. Il terzo. E via così, fino a oggi. Diciotto anni di trincea creativa.

E ora, dopo aver fatto questo piccolo viaggio immaginario, cancella l’immagine del tuo personaggio preferito.

E pensa a te.

Avevi un progetto. Un blog. Degli eBook. Una newsletter. Una visione. Hai fatto i primi passi. Hai iniziato a costruire. Hai imparato cose nuove.

Poi? Ti sei fermato. Come un tizio che si allaccia le scarpe per una maratona e poi si siede sul marciapiede a scrollare Instagram.

Ti sei fermato al secondo mese. O al terzo. O al quarto. Poco cambia. Il tuo sito è lì. Mezzo vivo. Il blog in coma. Gli eBook ibernati. Hai speso soldi, tempo, testa.

Eppure non hai mollato ufficialmente. Hai solo messo “in pausa”.

Lo so perché, ogni tanto, ci torno su quei siti. Ci clicco su con la stessa curiosità con cui si passa davanti a una casa abbandonata:
“Chissà se c’è ancora luce dentro”.

E invece niente. Stessa homepage. Stesso “coming soon” che ormai compie gli anni. Stessa grafica provvisoria, stesso blog fermo a tre articoli: “Ciao mondo”, “La mia storia”, e il leggendario “In arrivo qualcosa di speciale”.

Tutto lì. Congelato nel tempo. Come se il tasto “play” fosse lì a un millimetro… ma nessuno osa premerlo.

Almeno fino al giorno in cui arriva il rinnovo del dominio. Quel simpatico momento dell’anno in cui ti ritrovi davanti a una scelta:
– Investo 14,99 € e tengo in vita il cadavere digitale?
– O lascio che tutto scompaia, con un clic, come non fosse mai esistito?

E lì parte la solita battaglia interiore. Da una parte, c’è il brivido del “potrei ripartire”. Dall’altra, la vocina che dice: “Dai, chi vuoi che ti legga ormai…”.

E indovina chi vince quasi sempre? La vecchia, comoda, infame zona di comfort. Quella che ti sussurra: “Lascia stare. Non è il momento. Non sei pronto”.

E così, non rinnovi. E in un istante, sparisce tutto: sito, blog, eBook, identità digitale. Come se quel progetto non fosse mai esistito. Come se i tuoi sforzi, i soldi spesi, l’entusiasmo dei primi giorni fossero stati solo un brutto sogno.

Sparisci come il pavone che apre la ruota davanti allo specchio… e poi scappa spaventato dalla sua stessa immagine.

E io mi chiedo: che senso ha?

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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Carlo D’Angiò è il Coach che auguro a tutti di avere. L’etica è la sua filosofia di vita. Professionale e generoso, instancabile dispensatore di consigli, con lui le idee prendono forma e si materializzano. È in grado di trasformare le potenzialità di una persona in una fonte di rendita, così come un sarto trasforma un tessuto in un abito su misura. Per me è il migliore.

Rosanna Becconi

Insegnante di danza

Grazie Carlo. Mi hai davvero cambiato la vita quando ho chiuso la mia libreria e ho cercato un’alternativa che mi desse un futuro a 41 anni. Oggi porto i tuoi insegnamenti nelle aziende con cui collaboro. Sei stato il mio riscatto. Tvb.
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Manager e consulente