Controinformazione

Robogov: un robot al posto di Draghi?

Carlo D'Angiò · 15 Mag 2022 · 4 min di lettura

Per scrivere quello che ho in testa devo partire da un commento che ricevetti nel 2008 da un lettore che – sulla base di quanto scoperto dall’OCSE in Italia negli anni successivi – doveva già far parte di quell’ampia schiera della popolazione affetta da analfabetismo funzionale.

Ricordiamo che l’analfabetismo funzionale è un fenomeno che non riguarda chi non sa leggere o scrivere, ma coloro che non hanno la capacità di comprendere e usare le informazioni che si incontrano nella vita di tutti i giorni. Se guardo agli ultimi due anni, direi il 75%, forse qualcosa di più, degli italiani in circolazione.

Tornando al mio esemplare (mi chiedo se sia ancora vivo), ecco cosa partorì impudicamente la sua mente nel 2008 a commento di un mio articolo:

“Sì, vabbè, tu parli di blog, automazioni, lavoro da casa, rendite online, ma ricordati che ci sarà sempre bisogno di qualcuno che sistema la merce sugli scaffali”.

Una decina di anni dopo arriva Amazon Go. Non solo viene meno lo scaffalista, ma tutto l’organigramma tipico di un supermercato.

Sul sito di Amazon c’è scritto:

“Amazon Go è la tecnologia più avanzata del mondo per fare la spesa. Niente file, niente pagamento: basta prendere quello che serve e uscire”.

Ricordati, diceva il mio sagace seguace. E io mi sono ricordato. Anzi, ogni volta che il settore delle merci sugli scaffali compie un passo avanti sulla scala evolutiva, mi ricordo proprio di lui e dell’immane idiozia che ebbe il coraggio addirittura di scrivere, invece di preservare tra i suoi sparuti pensieri da analfabeta funzionale.

Il tizio del 2008 è solo uno dei tanti. Ma rappresenta la maggioranza degli italiani, coloro che oggi festeggiano l’innovazione che li sta devastando, uomini e donne che semplicemente fanno quelli che fanno tutti, senza mai chiedersi il perché di una scelta o interrogarsi sulle conseguenze della stessa.

Prima di Amazon Go, pochi anni dopo il commento del 2008, già in Corea erano apparsi i primi super mercati tecnologici senza personale. I clienti entravano tra gli scaffali, toccavano un display che appariva al posto dei prodotti, e andavano alla cassa per ritirare un pacco che i robot avevano preparato nel frattempo.

Sia chiaro, non sto scrivendo questo articolo per difendere la tecnologia imperante, anche se nelle mani di gente per bene sarebbe una gran bella cosa. Ma non c’è gente per bene in giro. Sto scrivendo questo articolo per ricordare ancora una volta che le previsioni sul futuro economico e professionale degli analfabeti funzionali non sono frutto di un romanzo fantasy da cui prendere le distanze in nome dello “scetticismo”; sono invece messe in chiaro da chi oggi detta le linee guida del mondo.

I robot hanno già sostituito gran parte della classe operaia. L’IA andrà a sostituire quasi del tutto la categoria impiegatizia. Non solo: gli esperti si aspettano che l’IA superi le prestazioni degli umani in compiti come tradurre le lingue (entro il 2024), scrivere saggi per le scuole superiori (entro il 2026) e guidare un camion (entro il 2027).

Tuttavia, i robot impiegheranno più tempo per funzionare meglio degli umani in attività come la vendita al dettaglio (entro il 2031), scrivere un libro bestseller (entro il 2049) e lavorare come chirurgo (entro il 2053).

Ma c’è molto di più. Quelli di Davos, probabilmente stanchi di investire tempo soldi nella formazione dei leader e nella complessa attività di coordinamento dei politici (immagina per esempio quante risorse sono servite per allineare i leader del mondo intero sulla questione pandemica e vaccinale), hanno messo in campo già da qualche anno un’idea che sulle prime potrebbe anche farci sorridere, ma che di divertente, forse, ha veramente molto poco. 

Robogov

Sto parlando di robogov, il robot che potrebbe presto prendere il posto di Draghi, Macron, Trudeau, Biden e così via nella complessa vicenda della gestione politica di un territorio.

Secondo gli esperti del WEF, i robot come leader di governo potrebbero migliorare drasticamente il processo decisionale, essendo molto meno irrazionali e irregolari rispetto alle loro controparti umane intrinsecamente imperfette.

masticati e poi sputati

Ironia della sorte, dunque, politici e medici, due categorie che hanno lasciato molto a desiderare negli ultimi anni, potrebbero scomparire presto dallo scenario socio-economico del mondo, insieme agli analfabeti funzionali e agli utili idioti che, come la storia insegna, vengono sempre masticati e poi sputati.

Oltre ogni autoritarismo

Ma il quadro è aberrante. Siamo andati oltre la perdita della sovranità dei popoli, al di là di ogni ragionamento sui livelli di democrazia. Con un robot al comando (robogov), non ci sono più maggioranze o minoranze, non ci sono processi democratici, dibattiti, valutazioni, non c’è più un comune sentire, un’etica, una morale dell’uomo. C’è solo un protocollo, un algoritmo, una dittatura tecnologica e disumana incontestabile che prende forma con il passare degli anni proprio grazie agli scettici dello scaffale.

Carlo D'Angiò

Carlo D'Angiò

Proprietario di questo sito e creatore di Carlissimo Me

19 anni di blogging e infomarketing. Decine di eBook scritti, venduti… e puntualmente scopiazzati da chi non ha più un’idea manco sotto tortura. Corsi che hanno generato milioni, e centinaia di webinar dove ho visto tutto: chi vola, chi si schianta, chi riappare anni dopo dicendo “avevi ragione tu”.

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2 Commenti

  1. Rosanna

    Raccapricciante!

    Questo non è progresso ma abberrazione.

    Visti i loro intenti questa è arroganza a cui va data una precisa risposta.

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  2. Annalisa Bartalucci

    Ho la pelle d’oca al sol pensiero…

    Rispondi

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