Ogni volta che perdo la pazienza, succede una cosa precisa: faccio soldi.
Non pochi. Tanti. Tipo: “fatemi incazzare, che poi vi mando le cartoline dalle colline umbre con scritto grazie del bonifico”.
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È andata così nel 2007, quando un web master mi prese per il culo e io, invece di piangere in bagno, mi aprii il primo blog, scrissi il mio primo eBook e incassai 20.000 euro mentre il tizio ancora pasticciava con Dreamweaver. Lì ho capito che il lavoro vero non era quello con la scrivania e i contributi. Era questo. Punto. Mollai tutto. Mai più fatto il consulente del lavoro.
Poi è successo di nuovo nel 2014. Lite feroce con quelli del mio team, roba da tavoli capovolti. Due mesi dopo nasceva Phoenix. Il mio progetto migliore. Sette cifre. E la possibilità di svegliarmi tutte le mattine con vista ulivi invece che vista traffico.
Poi, due mesi fa, è riesploso tutto con la Newsletter MEF. Anzi, diciamo che è un’eruzione ancora in corso.
Tutto è cominciato quando mi è salita addosso una specie di nausea per la mediocrità del pubblico che infesta l’online. Quelli che entrano nei funnel come zombie. Che scaricano, leggono due righe e poi spariscono. Che ti scrivono per sapere “come si fa” e poi scompaiono al primo esercizio. Gente molle. Senza fame. Senza fuoco.
Mi sono guardato allo specchio e ho deciso: non voglio più attirare questa roba qui. Non voglio più salvare chi non vuole salvarsi.
Ho scelto il mio nemico
Così ho fatto una cosa che pochi hanno il coraggio di fare: ho scelto il mio nemico. Il self publishing. O meglio: quel self publishing molle e mediocre che popola le vetrine e manda in giro gente convinta che scrivere un eBook equivalga a costruire un business.
Così ho sparato fuori 12 numeri di fila. Secchi, senza pietà. Una lezione a colpi di tastiera su cosa dovrebbe essere — davvero — il self publishing quando incontra il business online. Perché le due cose o scopano insieme… o marciscono da sole. E chi non l’ha ancora capito, non sta costruendo niente. Sta solo perdendo tempo.
Dodici email, dodici colpi a segno
Il tono di quelle email — chi le ha lette lo sa — non è marketing. È esattamente quello che penso adesso. E quello che penso è semplice: non cerco più clienti. Li seleziono. Mi sono rotto le palle di lavorare con chiunque abbia un portafoglio e un dubbio.
Non tutti meritano il mio tempo.
Non tutti reggono il mio metodo.
Suona arrogante? E chi se ne frega!?
Conversioni a mano nuda. E PayPal canta
Dopo due mesi, ecco il bilancio della Newsletter MEF: una mitragliata di colpi andati a segno. Zero sconti. Zero marketing di plastica. Solo fuoco. E risultati. Conversioni, nuove opportunità, nuove alleanze. Gente giusta. Gente viva. Gente pronta.
Come dicevo: sta ancora succedendo. Ma stasera ho premuto “pausa” un attimo per guardare i numeri. I primi 100 iscritti. La prima massa critica degna di essere studiata. E già da lì si capisce una cosa: sto attirando un altro tipo di uomo.
I tassi di apertura della Newsletter MEF? Stratosferici. La media è del 73,22%. Robaccia che nei gruppi Facebook si spaccia per miracolo.
Io ce l’ho sotto mano, numero dopo numero. Perché quando smetti di scrivere per tutti, la gente giusta ti apre. Sempre.

I tassi di conversione variano, perché nei 12 numeri ho sparato cannonate contro il self publishing da baraccone… ma tra una detonazione e l’altra, c’erano link. E quei link portavano a eBook e consulenze.
Risultato? Una caterva di eBook venduti. E un sacco di OTO che hanno fatto il loro sporco lavoro, come spiego nel mio libro. In molti casi: +1000% sul valore iniziale.
La gente è entrata per 9 euro ed è uscita con una spesa da cliente vero.
Quant’è il totale? Non lo so. Non uso WooCommerce. Mi dà fastidio solo l’idea di configurarlo. Uso i vecchi, brutali, infallibili pulsanti PayPal. Copia-incolla, pagina live, vendite attive.
L’unico difetto? I conti li devo fare a mano. E ancora non li ho fatti. So solo che il PayPal canta spesso, e canta bene.
Consulenze high ticket. Zero Ads. Tutta sostanza.
E le consulenze? Presto detto.
Qui parliamo del Pacchetto MEF. Consulenze high ticket. Gente che paga per farsi prendere a schiaffi — e ti ringrazia.
In due mesi ne ho venduti quattro. Su una lista di cento iscritti. Quattro su cento. Altro che funnel ottimizzati…
E sai quanto ho speso in advertising?
Zero. Nada. Neanche un centesimo. Niente Facebook Ads, niente lead magnet con il PDFino gratuito, niente webinar con finto countdown.
La Newsletter MEF è la prova vivente che puoi fare tutto in modo radicalmente diverso. Ma devi avere il coraggio di uscire dal gregge, forzare la procedura, ignorare i tutorial che finiscono tutti con “a quel punto dovresti…”.
Serve testa, sì.
Ma serve anche fegato.
Perché se non provi strade nuove, se non rompi almeno una regola a settimana, se non ti sporchi uscendo dal guado del così fan tutti, non saprai mai cosa ti stai perdendo dall’altra parte.
E fidati: dall’altra parte non c’è solo libertà. C’è un conto PayPal che canta. E clienti che ti rispettano.
Costruisciti un campo tuo. E difendilo.
Qualcuno potrebbe dire: “Eh, ma tu hai già una community” .
Vero. Ce l’ho. Ma non è arrivata per grazia divina. Me la sono costruita a colpi di blog. È da anni che insisto su questo punto: il blog è casa tua. È il tuo campo. Il tuo terreno. Il tuo mondo. I social? Servono solo a portarci gente dentro. Punto.
Ma se sul tuo blog non c’è una voce autentica, se non hai il coraggio di dire cose scomode, se continui a scrivere con la voce di chi ha paura di perdere consensi… allora stai solo sprecando tempo. E lo stai facendo in pubblico.
Scegli il tuo nemico. E dividili tutti.
Vuoi una tua community e non hai (o non vuoi spendere) soldi nelle campagne? Perfetto. Allora scegli un nemico. Uno vero. Uno che incarni tutto ciò che detesti in questo mercato. E attaccalo. Senza freni. Senza vaselina. Senza la maschera del politicamente corretto.
Vedrai cosa succede.
Il pubblico si dividerà come una cazzo di mela spaccata con un’accetta. Da una parte: quelli che si scandalizzano, che si offendono, che scappano. Ottimo. Porta aperta, fuori dalle palle.
Dall’altra: quelli che finalmente ti vedono. Che dicono: “Ecco uno che parla come pensa”. E iniziano a seguirti con lo sguardo di chi ha trovato, finalmente, un punto fermo in mezzo al nulla.
Tutto questo, senza campagne. Senza budget pubblicitari. Solo con una visione chiara in testa — precisa, spietata, concreta. Una bussola che ti fa fare le mosse giuste: ingaggiare le persone giuste, tenerle dentro, lavorarle per bene… e convertire chi merita davvero.
Il valore reale non ha bisogno di countdown
A mente fredda, ti dico una cosa chiara: il Pacchetto MEF costa troppo poco.
Già solo il fatto che chi lavora con me possa vedermi operare in diretta, condividere lo schermo, seguire i miei ragionamenti grezzi, le mie scelte sporche, sentire come uso ChatGPT mentre penso, mentre impreco, mentre costruisco… vale più di qualsiasi master da 3.000 euro in aula con l’acqua in bottiglia e il Wi-Fi che cade.
E non sto nemmeno contando le sessioni Q&A one to one, dove risolvo dubbi, spingo progetti fuori dal pantano, taglio le scuse a colpi di machete e ridò fiato a chi ha perso lucidità.
Questa non è una consulenza. È un’esperienza di apprendimento ad alto contatto. Altissimo. Tipo che impari per osmosi. Per esposizione prolungata. Per attrito. A volte pure per sfinimento. Ma impari.
E in Italia non esiste nulla del genere. Non perché io sia un genio. Ma perché io questa roba la faccio da 18 anni. A tempo pieno. Parliamo di più di 37.000 ore passate a scrivere, vendere, sbagliare, rifare, testare, formare, progettare. Se fossero ore di volo, sarei il comandante leggendario che insegna a volare ai piloti quando hanno ancora il latte alla bocca.
Oh, sia chiaro: non sto scrivendo tutto questo per dire che il prezzo sta per salire e spingerti ad agire prima che aumenti. Niente “offerta che scade”. Niente conto alla rovescia.
Il prezzo è già salito.
Fine del gioco.
Il cantiere è aperto. Il posizionamento è cambiato
Ora, sul mio sito ci sono quasi mille tutorial, centinaia di webinar e una caterva di offerte. Un patrimonio intero. Che sto rivedendo, pezzo dopo pezzo, per allinearlo con questo nuovo posizionamento.
È possibile che mentre scrivo queste righe ci sia ancora in giro qualche countdown attivo o qualche pagina che non riflette tutto questo. È normale. Il cantiere è aperto.
L’ho già fatto con Carlissimo Me. Ne ho parlato in “Da adesso, Carlissimo Me è blindato“.
Lo farò con il tutoraggio, dove non sarà più possibile acquistarlo direttamente, senza che io sappia prima con chi sto avendo a che fare e perché.
Lo farò con tutte le altre consulenze.
Il mio modo di stare online è cambiato. E chi mi segue, d’ora in poi, dovrà essere all’altezza.








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