Secondo questo studio pubblicato pochi giorni fa in forma di pre-stampa (significa che non è stato ancora sottoposto a revisione paritaria), è più probabile che i vaccini ti mandino all’ospedale con un grave evento avverso piuttosto che proteggerti dal Covid.
Gli autori e firmatari dello studio sono:
Louisiana State University – Lallie Kemp Regional Medical Center
Navarre Health Service
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Bond University – Institute for Evidence-Based Healthcare
University of California, Los Angeles (UCLA) – Jonathan and Karin Fielding School of Public Health
University of California at Los Angeles
Stanford University
University of Maryland – School of Pharmacy
Lo studio si concentra sugli eventi avversi gravi evidenziati in un elenco prioritario di potenziali eventi avversi rilevanti per i vaccini COVID-19 approvato dall’OMS.
Gli autori hanno sottoposto a un minuzioso scrutinio i risultati della fase tre dei trial randomizzati di Pfizer e Moderna.
Un evento avverso grave è stato definito secondo i protocolli di studio come un evento che si traduce in una delle seguenti condizioni:
- morte
- pericolo di vita al momento dell’evento
- ricovero ospedaliero o prolungamento del ricovero in corso
- disabilità/incapacità persistente o significativa
- un’anomalia congenita/difetto alla nascita
- evento clinicamente importante, sulla base del giudizio medico
Cosa è emerso dall’indagine?
Cito testualmente: nel gruppo sottoposto alle inoculazioni, «l’eccesso di rischio di eventi avversi gravi di speciale interesse ha oltrepassato la riduzione del rischio di ricovero per Covid-19, rispetto al gruppo placebo, sia nei trial di Pfizer sia in quelli di Moderna».
In sintesi: è risultato più pericoloso farsi somministrare il vaccino che restare esposti all’infezione.
Scarica qui e leggi il PDF di questo studio.
Considerazioni personali
Tutto quello che emerge giorno dopo giorno dagli studi, non aggiunge nulla di nuovo al nostro background di conoscenze sull’argomento.
Eventi avversi, malori improvvisi, decessi, sono la conferma di ciò che sapevamo sin da marzo 2020. Era tutto così lapalissiano. Tutto così palesemente sbagliato.
Dal pangolino in avanti, la gestione del virus, delle restrizioni, delle mascherine, del vaccino, del green pass e di ogni altra scemenza correlata, è stata per noi come un libro aperto. Sapevamo quello che stavano facendo. E sappiamo a cosa stanno puntando ancora oggi.
Eppure, ho visto molti amici stimati cadere nell’ipnosi di massa e lasciarsi turlupinare dal sistema con la stessa facilità con cui un bambino si lascia convincere da caramelle e gelati.
Anzi, è il caso di dire che proprio con i gelati molti giovani sono stati violati e violentati dalla pratica vaccinale.
Ancora peggio, ho visto parenti stretti mettersi in fila per tutte le dosi previste dal sistema. Li ho visti dire tutto e il contrario di tutto. Li ho visti agire nell’incoerenza più totale, nell’ignoranza più abissale, nella sudditanza più imbarazzante.
Vani sono stati i nostri tentativi di erudirli, informarli, renderli consapevoli di una scelta così importante.
Dicevano di aver compreso, di essere disgustati, di non riuscire a crederci. Ma intanto si inoculavano, giustificandosi con il lavoro.
“Per te è facile, Carlo. Io non ho alternative”, dicevano.
Ma di quale alternativa parliamo? Esiste qualcosa di più importante della tua vita? Se mi dici di no, ma poi prenoti la seconda dose, sei un fottutissimo analfabeta funzionale che non è in grado di comprendere, valutare e usare le informazioni che sta ricevendo.
Che te ne fai del lavoro in una bara di frassino sigillata?
Ma quando li ho visti prendere i propri figli e portarli all’hub vaccinale, a quel punto ho smesso di lottare. Mi avevano detto che per me era facile, perché il mio lavoro mi consente di rifiutare, e che loro non avevano alternative. Ma mi hanno mentito. Perché se prendi i tuoi figli e li porti al patibolo vaccinale, non lo fai per costrizione, lo fai per convinzione. Non c’entra più il lavoro. C’entra il fatto che sei un covidiota.
Io spero che molti di voi abbiano beccato il placebo, o che per una strana combinazione di fattori favorevoli non vi capiti mai nulla di male. Come invece è successo, per esempio, a Isabella Bonati. Lei non ha beccato il placebo.
Ma è il caso di ridestarsi e di smetterla di favorire questa banda di farabutti. So che molti stanno rivedendo le proprie posizioni iniziali. Alcuni di quelli che un tempo avrebbero senza indugi preso parte a qualche flame di insulti nei confronti dei cd no-vax, oggi si astengono. Preferiscono stare zitti. Oramai, è evidente anche a loro quale sia l’andatio di tutta questa storia.
Lasciate che vi dica, però, che avete sprecato tutte le occasioni che avevate per tacere. Nella vostra scia ci sono centinaia di tragiche frasi fatte, sorrisi caricaturali, battute sarcastiche, like compiacenti, ignavia selettiva, tentativi di dissuadere o persuadere, attacchi, email, messaggi senza fine per difendere istituti come l’EMA, l’AIFA, l’FDA.
Con quelli come me avete trovato un palo fermo. Ma non tutti erano come me. Ecco perché molti ve li portate sulla coscienza.
La storia dei danni vaccinali a uomini, donne e bambini è una storia che vi riguarda da vicino. Avreste dovuto stare zitti quando il silenzio avrebbe aiutato migliaia di persone a decidere meglio.
Oggi, invece, dovete parlare, gridare, unirvi a chi vi ha coraggiosamente preceduto in questa battaglia di civiltà e dare man forte ai ricercatori di verità.
Vogliono mettere le mani sui bambini. Non possiamo essere così insensibili e disumani da scegliere ancora una volta l’ignavia.


E’ stato detto proprio tutto ciò che si poteva dire su questa ignobile faccenda.
La cosa più tragica di tutte però è che l’errore dei padri è ricaduto e ancora ricadrà letteralmente sui figli, povere anime indifese e innocenti! Perfino sui piccoli di sei mesi!
Se pensavamo che la sporca faccenda del “coso” in qualche modo avremmo potuto arginarla, hanno pensato bene di aggiungere il carico da undici con altre emmergenze da LORO stessi provocate.
La vita di chi si è lasciato sierare era già destinata ad essere terribile, e con loro potrebbero anche aver vinto, ma sono insaziabili di infamità e ora stanno tentando di piegare chi ha la “schiena dura”.