Australia, vaccini, morti in eccesso
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Bentrovati nel 7° episodio di Carlissimo Podcast. Oggi dobbiamo ritornare sul tema dei vaccini covid e delle morti in eccesso che stanno facendo registrare numeri impressionanti. Nello specifico parleremo di quello che sta succedendo in Australia (che poi è esattamente quello che sta succedendo anche in Italia, solo che da noi è veramente difficile recuperare dati e informazioni su cui ragionare insieme).
Sembra che in Australia sia stato registrato un significativo eccesso di mortalità pari addirittura al 74% con riferimento alle vaccinazioni di massa. Si parla di malattia iatrogena. E vedremo fra un attimo cosa significa.
Ma parleremo anche dei criteri di Bradford Hill. E anche qui fra un attimo vedremo di cosa stiamo parlando.
Prima di entrare nel vivo di questo podcast, lasciate che segnali il mio nuovo video corso in uscita per il 31 marzo dal titolo «Bloggare per vivere», ovvero come acquisire il giusto mindset con le migliori tecniche e strategie per creare in poco tempo guadagni mensili ricorrenti con un blog, senza dipendere da nessuno… e qualunque sia lo stato di follia e disperazione del mondo che ci circonda.
Quando ho pensato di sviluppare questo corso, ho pensato ai miei amici e ai miei seguaci, cioè quelli che non vogliono più farsi trovare con il cerino in mano, quando una nuova emergenza, qualunque essa sia, metterà in ginocchio proprio coloro che non si sono fatti trovare preparati.
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Nulla a che vedere con i soliti corsi di blogging business o di online marketing, che oramai lasciano il tempo che trovano, «Bloggare per vivere» è pensato per chi come me ha ben compreso in quale tipo di mondo ci siamo improvvisante ritrovati senza volerlo, ma ancora non ha le idee chiare su come un blog possa realmente liberarci dalle catene del sistema e metterci al riparo dalle emergenze.
Molti stanno già approfittando del prezzo amichevole per prenotarlo. Puoi farlo anche tu.
Fine del messaggio pubblicitario. Torniamo all’Australia e alle morti in eccesso che sembrano dipendere dal vaccino covid.
Ora, diciamo le cose come stanno: per noialtri non ci sono dubbi sulla causa di queste morti improvvise, soprattutto nella fascia di età tra i zero e i 44 anni, dove il numero dei decessi inspiegabili ha raggiunto numeri impressionanti. Ma non solo non abbiamo dubbi sulle cause, siamo anche quelli che hanno intuito sin dal primo minuto il perché di quella sfilza infinita di scemenze e aberrazioni con cui hanno manipolato le masse, spaventandole, al fine di indurle alle vaccinazioni di massa.
Quindi, dipendesse da noi, non ci sarebbe alcun bisogno di cercare continuamente le cause di tutte queste anomalie, attraverso studi e ricerche che talvolta, siamo onesti, sembrano essere proprio la classica scoperta dell’acqua calda.
Purtroppo, però, la manipolazione mediatica è stata incredibilmente efficace. Le persone in massa si sono fidate ciecamente dell’unica narrazione consentita. Ma anche quelle che avevano qualche dubbio, alla fine sono state costrette a vaccinarsi per non perdere il lavoro e, più in generale, per non subire le indicibili restrizioni che gli Stati hanno deciso di applicare impietosamente nei confronti dei propri cittadini.
Questo determina uno scenario dove chi ci ascolta, se ci ascolta, ha bisogno di leggere i dati ufficiali, perché se non è ufficiale o comunque ammantato di quella solennità che deriva dal mondo scientifico (il quale secondo il mio parere dovrà lavorare molti decenni per recuperare la credibilità perduta in questi ultimi 3 anni), e dunque dicevo se non è ufficiale che un farmaco ti uccide, le persone continueranno a usarlo solo perché in televisione dicono che possono continuare a usarlo.
È incredibile, è assurdo, ma è quello che sta succedendo in Italia e nel mondo. Le persone stanno morendo a causa di un farmaco, ma continuano ad assumerlo e a giustificarlo in modo del tutto insensato e illogico.
Da qui deriva la locuzione “malattia iatrogena” che ho introdotto all’inizio del podcast.
Che cos’è una malattia iatrogena? È una malattia che deriva dall’uso improprio o eccessivo di un farmaco. E quindi, i decessi provocati dal vaccino o anche le reazioni avverse invalidanti sono inquadrabili esattamente nella definizione di malattia iatrogena.
Ma perché stiamo parlando di malattia iatrogena? Perché pochi giorni fa è uscito uno studio sulla mortalità in eccesso in Australia secondo il quale siamo proprio in presenza del fenomeno iatrogeno, ovvero, decessi causati dal vaccino. E per dimostrare questo, l’autore ricorre ai criteri di Bradford Hill.
Che cosa sono i criteri di Bradford Hill? Dobbiamo capirlo, prima di analizzare i numeri delle morti in eccesso in Australia.
Quando parliamo di Bradford Hill siamo nel campo dell’epidemiologia che è quella parte della scienza che studia la frequenza con cui si manifestano le malattie e le condizioni che favoriscono od ostacolano il loro sviluppo.
Sir Austin Bradford Hill, epidemiologo e statistico inglese, nel 1965 propose una serie di criteri per aiutare a valutare le prove del nesso di causalità. Tali criteri oggi vengono insegnati nelle università e formano un’importante lista di controllo nel campo dell’epidemiologia. Sono 9. E sono i seguenti:
- Forza dell’associazione
- Coerenza dei dati
- Specificità
- Temporalità
- Gradiente biologico
- Plausibilità
- Coerenza
- Esperimento
- Analogia.
Torniamo adesso allo studio in questione. Lo studio mostra un grafico (che trovate anche qui sotto nel testo). Il grafico mostra una mortalità straordinariamente elevata nell’anno 2022.

Ci sono poi altri due grafici. Se andate a vedere il terzo, quello relativo alle fasce di età, si scopre che la fascia di età da 0 a 44 anni presenta un aumento della mortalità in eccesso difficilmente spiegabile se non con il vaccino. E questo crea un problema, perché la covid arriva a ondate e colpisce in modo sproporzionato gli anziani. Quindi c’è qualcosa che sta uccidendo i giovani ed è iniziato nello stesso momento in cui sono stati introdotti i richiami in Australia.


L’autore dello studio utilizza tutti i criteri di Bradford Hill per dimostrare il nesso di causalità.
Il 1° criterio era quello relativo alla forza dell’associazione. E sembrerebbe esserci una forza notevole, perché con l’aumentare delle dosi vaccinali le morti in eccesso sono aumentate del 74%.
Il 2° criterio indica la coerenza dei dati. E sembrerebbe esserci molta coerenza nel fatto che esistono forti correlazioni tra i vaccini e l’eccesso di morti anche in altri paesi.
Il 3° criterio parla della specificità. E a quanto pare non ci sono molte altre spiegazioni, visto che i vaccinati hanno un rischio di mortalità più elevato dei non vaccinati.
Il 4° è quello della temporalità. Questo criterio dice che l’effetto deve verificarsi dopo la causa (e se c’è un ritardo previsto tra la causa e l’effetto atteso, allora l’effetto deve verificarsi dopo tale ritardo). Ora, nel caso dei vaccini, c’è questo ritardo di 5 mesi, mediamente, nell’eccesso delle morti dopo il vaccino.
Il 5° è quello del gradiente biologico. Questo criterio dice che una maggiore esposizione dovrebbe generalmente portare a una maggiore incidenza dell’effetto. E a quanto pare, nei dati è stata riscontrata una maggiore incidenza, intesa come reazione al vaccino, in coloro che hanno ricevuto un maggior numero di dosi.
Il 6° parla della plausibilità. Significa che tra la causa e l’effetto deve essere riscontrabile un meccanismo plausibile. E sembrerebbe esserci anche questo, perché numerose ricerche hanno dimostrato che le vaccinazioni sopprimono l’immunità.
Il 7° parla di coerenza, nel senso che la probabilità di un effetto (in questo caso l’effetto avverso) aumenta quando c’è coerenza tra i risultati epidemiologici e quelli di laboratorio. Cioè, per capirci, non ci sarebbe coerenza se non ci fosse una corrispondenza tra le morti in eccesso registrate nella popolazione e quelle registrate durante gli studi clinici del vaccino. Ma a quanto pare, anche questo criterio è soddisfatto, poiché non c’è alcuna contraddizione tra le morti che si stanno verificando dopo 5 mesi dall’iniezione e le ricerche di laboratorio sulla sicurezza del vaccino. Gli studi clinici condotti sono stati molto più brevi di 5 mesi.
Ad esempio, lo studio Pfizer è stato condotto tra il 27 luglio 2020 e il 14 novembre 2020, con una data di interruzione dei dati il 9 ottobre 2020.
In altre parole, i dati dello studio Pfizer analizzati sono stati condotti nell’arco di undici settimane, circa la metà del tempo necessario perché si verifichino gli incidenti mortali secondo i risultati empirici di cui sopra, quindi l’ipotesi di iatrogenesi è coerente e non è in conflitto con i fatti noti.
L’8° criterio parla di esperimento. Per “esperimento”, Bradford Hill intende qualsiasi prova di laboratorio (in vitro) o clinica (in vivo) a sostegno dell’associazione epidemiologica tra causa ed effetto. Nell’attuale contesto delle cause di eccesso di mortalità, per “esperimento” si deve intendere l’esecuzione di autopsie post-mortem per dimostrare la connessione tra le iniezioni di COVID e i decessi.
E infine l’analogia. Un’analogia con l’attuale pandemia COVID-19 è la pandemia di “influenza suina” del 2009 dovuta al virus influenzale H1N1.
La differenza principale tra allora e oggi è che nel 2009 la “vaccinazione” di massa non ha giocato un ruolo significativo, evitando così una pandemia iatrogena, come avviene oggi.
L’analogia con l’influenza suina del 2009 è che la pandemia COVID-19 non sarebbe potuta continuare o addirittura esistere, se non ci fossero state le iniezioni di massa di mRNA per causare e perpetuare la pandemia COVID-19.
Voglio chiudere questo episodio con un messaggio per coloro che hanno creduto alla narrazione ufficiale: non è colpa vostra. Siete stati ingannati. Le istituzioni, la stampa, le autorità, tutti vi hanno detto di farlo. Ci hanno detto di farlo. Poi, c’è chi ha intuito la mascalzonata, e ha detto anche no, grazie.
I medici chiamavano a casa i propri pazienti per spingerli alla vaccinazione. E poi ancora i farmacisti, i biologi, il personale ospedaliero. Tutto il mondo della sanità si è schierato impietosamente a favore delle vaccinazioni, facendovi credere che il vostro fosse un gesto di amore per gli altri.
E oggi si scopre che gli unici ad avere fatto la scelta giusta, guarda caso, erano proprio coloro che venivano etichettati come complottisti, terrapiattisti, e per questo scherniti in ogni contesto, e ai quali peraltro sono state augurate le peggiori cose.
Tutti noi abbiamo in famiglia qualcuno che non ha saputo resistere al canto delle sirene, lasciandosi abbindolare dalla scienza televisiva. Questo vuol dire che tutti noi, al netto delle incazzature che ci hanno procurato i collaborazionisti, abbiamo nel cuore un solo desiderio: che tutta questa storia possa concludersi nel modo migliore per chi oggi vive nell’ansia di quello che ha ricevuto con i sieri.
E affinché questa storia possa concludersi nel modo migliore, bisogna dire basta alle vaccinazioni.
La prima volta vi hanno ingannati. Vi siete fidati della gente sbagliata. Spero che abbiate imparato la lezione. E che al prossimo giro sappiate schierarvi dal lato giusto della storia, prima per voi stessi e per i vostri figli, poi per tutti gli altri.
Perché il vero gesto d’amore non è quello di vaccinarsi per avere il green pass, ma lottare affinché ci sia giustizia e verità.
Ci sentiamo lunedì prossimo.











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