Ci sono parole che spiegano e parole che ti fanno drizzare le orecchie. Le prime ti fanno pensare “ok, ho capito”. Le seconde ti fanno dire “aspetta un attimo… che ha detto?”.
Scrivi: “Servizio di alta qualità per soddisfare le esigenze del cliente” – e ottieni uno sbadiglio lungo quanto un mese di riunioni su Zoom. Scrivi: “È il tipo di servizio che ti fa dire: era ora.” – e zac, il lettore ti clicca come un ex alle 2 di notte.
Il punto non è scrivere meglio. È scegliere parole che pulsano, che vibrano, che lasciano il segno come un calcio negli stinchi fatto bene: non te lo scordi e non ti siedi più allo stesso modo.
Ora, siccome ho scritto un eBook intero su questo argomento – si chiama Le parole che seducono – e siccome ho passato mesi a studiare, sottolineare, limare, riscrivere e bestemmiare contro le frasi mosce, ho deciso di tornare sull’argomento.
Perché? Perché certe cose, nel libro, le ho dovute scrivere di corsa. C’era da tenere in piedi un intero impianto, non potevo stare mezz’ora su ogni esempio. Qui, invece, siamo tra pochi intimi, e possiamo prenderci il lusso di andare giù dritti, mirati, precisi.
Oggi ci facciamo un bel giro dentro il lessico dell’incanto.
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Niente teoria molle.
Solo roba che puoi usare.
Se il tuo testo non converte, probabilmente dipende delle parole che usi.
Parole morte = lettori morti.
Parole vive = gente che si ferma, legge, desidera.
Qui sotto ti spiego come si fa.
+700 tutorial. Zero cazzate. Entri o resti fuori a guardare.
Carlissimo Me
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