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Albero di Natale fai-da-te con Presepe incorporato

da | Dic 19, 2022 | 3 commenti

L’8 novembre pubblicai un post su Facebook, scrivendo “Nuovi lavoretti in corso. Appena pronto, ve lo mostro. È molto bello!

Diciamo che è quasi pronto. Manca ancora qualcosa. Ma non troppo da non poterlo mostrare. Ed ecco quindi il progetto su cui stavo lavorando:

Albero di Natale con Presepe incorporato – quasi finito
Albero di Natale con Presepe incorporato – quasi finito

È importante capire come è nata l’idea

Non tutti i miei lettori sanno cosa abbiamo passato io e la mia famiglia l’inverno scorso.

Ho perso mia madre. Improvvisamente. È stata una sofferenza molto forte e profonda. Lo è stato per me. Per mia moglie. Per i miei figli. Per i miei fratelli. Per il mio amato padre che lotta ogni giorno con un dolore e una nostalgia micidiali.

È la vita. Lo so. Però…

Però, quando rientri a casa proprio da quel viaggio che abbiamo compiuto per stare vicino ai nostri cari in quei giorni maledetti, e trovi la casa svuotata di tutto, oro e oggetti di valore, per non parlare di tutto ciò che hanno rotto per entrare, degli armadi rovesciati a terra e della biancheria calpestata, un po’ di rabbia, sconforto e tristezza insieme ti prendono.

Non aggiungo all’elenco altre cose terribili che si sono sovrapposte al dolore già forte che aveva colpito ognuno di noi fino a toglierci il fiato. Non sto qui a fare la lista delle disavventure. Sto solo cercando di creare il mood emotivo che si respirava in quei giorni.

È stato un inverno lungo. È stato un inverno che ha messo a dura prova la salute di mia figlia Giovanna che stressata pesantemente dalla perdita della nonna – e da ogni altra cosa che pioveva sulle nostre vite impietosamente – ha cominciato a soffrire di attacchi di panico. Probabilmente, disturbi da stress post-traumatico.

Non che noialtri non avessimo bisogno di un piccolo (o grande) aiuto, di un conforto, di un abbraccio (che comunque sono mancati anche per via del periodo di chiusure, distanziamenti e psicosi pandemiche). Io e gli altri componenti della mia famiglia, ciascuno a modo proprio, abbiamo accusato un colpo devastante. Ma Giovanna è quella che il mondo lo vede in modo diverso rispetto agli altri: spaventata da una realtà che improvvisamente le ha mostrato i suoi tratti più crudeli e ineluttabili, non ha resistito. Ed è crollata in queste crisi ripetute ed estenuanti che l’hanno indebolita parecchio.

Mia figlia ha perso più di 15 kg durante l’inverno scorso. E continuava a perdere peso a vista d’occhio. Era necessario fermare questa deriva per non trovarci nuovamente in una situazione drammatica.

Il nostro sforzo è stato quello di aiutarla in tutti i modi possibili. Dal medico, anziano e saggio, che abbiamo scelto con molta attenzione, alle coccole e alla vicinanza familiare h24. Dalla dieta alle letture. Dalle passeggiate in montagna alle attività nell’orto.

L’orto, ragazzi, non è solo un campo che sforna ortaggi. È una straordinaria terapia.

Ma si avvicinava il nuovo inverno, quello attuale. E il nostro timore era quello di una ricaduta psicologica che dovevamo evitare.

Giovanna ama il Natale. Ed è per questo che un giorno a settembre le dissi “Preparati, che ho intenzione di fare un progetto insieme a te”.

Quando le dissi di cosa si trattava, la sua gioia fu grande e visibile.

E così nelle settimane successive andai da Brico Ok di Gubbio a comprare alcuni pannelli di multistrato. Tornai a casa, e cominciammo.

È un lavoro che abbiamo portato avanti solo nei week end.

L’idea

L’idea, come si intuisce dall’immagine, è stata quella di realizzare 4 piani circolari, uno più piccolo dell’altro, da predisporre in modo equidistante lungo un asse centrale al fine di ottenere un supporto per il Presepe che appare al tempo stesso, con le opportune decorazioni, un albero di Natale.

Nel progetto c’è anche la realizzazione degli elementi del Presepe. Ma non sono riuscito a fare tutto. Per questo, quando mi sono accorto che eravamo agli sgoccioli, ho deciso di comprare qualche elemento per finirlo in tempo.

Pannelli di multistrato

Ho preso 3 pannelli di multistrato 70 cm x 70 cm x 1,5 cm. Il primo, quello più grande alla base dell’albero, l’ho reso circolare, tagliando il cerchio che ho ricavato da un compasso creato con lo spago e una matita. Ho individuato il centro. C’ho fissato un chiodino, ed ho tracciato con la matita legata allo spago il cerchio da tagliare.

Con i pezzi che sono avanzati dal taglio ho ricavato il supporto della prima mensola.

Lo stesso ho fatto con il secondo pannello, creando però un cerchio di 60 cm. 

Ogni cerchio è 10 cm più piccolo dell’altro.

Con il terzo pannello invece ho avuto la possibilità di ricavare due mensole, ovvero, la penultima e l’ultima, quella in cima su cui ho applicato un piccolo alberello.

Qualche mano di colore

Arrivati a questo punto, ho coinvolto Giovanna che nel frattempo ha comunque seguito tutte le fasi precedenti.

Abbiamo montato un laboratorio di fortuna nel salotto di casa (mia moglie dice che ho trasformato la nostra bellissima casa in un cantiere permanente), e abbiamo cominciato a pitturare la struttura.

Ho usato una cera scura che mi era avanzata dal progetto del bar in casa.

Le decorazioni

Ovviamente, non potevano mancare le decorazioni. Abbiamo usato delle semplici ponesse per fermare i rami decorativi intorno ai pannelli circolari.

I trulli nel presepe

Dopo aver agghindato le mensole circolari, mi sono guardato intorno, ed ho scorto una forma simpatica nei paraggi. Si trattava dei piedi di un bancale di legno compresso che mio genero mi aveva procurato per la caldaia.

Quei piedi, visti al contrario, hanno una vaga somiglianza con i Trulli pugliesi

Facciamo delle casette con i piedi?, ho proposto.

Ma questi sembrano Trulli.

Embé? Pure a Betlemme c’erano i Trulli. Magari non li chiamavano così. Ma c’erano!

Non lo so se c’erano. Ma dovevo trovare una logica a quella soluzione. Giusto?

E così ho cominciato tagliare i piedi dei bancali, a munirli di porte e finestre e a dipingerli. Anzi, li ha dipinti Giovanna. Alcuni sono di colore marrone scuro. Mancano quelli bianchi che spero di finire in tempo.

Tutto il resto

E poi c’è tutto il resto. Ovatta, muschio, lucine… C’è persino un tronco che ho cominciato a scolpire con l’intento di farne una casetta. Al momento, c’è solo il portone. Che non è poco 🙂

Non è ancora finito il nostro progetto. Ma Giovanna è molto felice. E anche noi insieme a lei.

3 Commenti

  1. Rosanna

    Mamma mia che capolavoro! Ma è stupendo!!!
    Tu e Giovanna siete proprio due grandi artigiani e artisti!
    Bravissimi!!!

    Rispondi
  2. Vinicio Cuomo

    Complimenti Carlo per la passione e la genialità che mette in ogni tua realizzazione. Bellissimo progetto.

    Rispondi

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Autore, publisher e speaker. Consulente e coach specializzato in blogging business e membership. Podcaster appassionato e pioniere nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale applicata al testo e alla grafica.

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